Il Tirreno

Pistoia

Patto per prevenire e reprimere gli abusi su minori e fasce deboli

Patto per prevenire e reprimere gli abusi su minori e fasce deboli

Anche l'Asl e la Società della Salute aderiscono al protocollo d'intesa firmato nel 2014 e ora aggiornato

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Prevenzione, repressione e trattamento degli abusi sui minori e sulle fasce più deboli. È stato aggiornato il protocollo d’intesa che vede insieme una serie di enti e istituzioni, con l’obiettivo di realizzare una “rete” stabile che coinvolga, oltre alle diverse autorità giudiziarie e autorità di polizia giudiziaria, varie professionalità: assistenti sociali, insegnanti, educatori, medici di base, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ginecologi, medici legali.

La versione aggiornata del protocollo d’intesa – che vede coinvolti amministrazioni locali, azienda sanitaria, autorità giudiziaria e forze dell’ordine – è stata presentata ieri mattina in palazzo comunale, a Pistoia. Al documento sottoscritto nel 2014 si sono aggiunti la Società della salute pistoiese e l’Asl Toscana Centro.
Il protocollo regola gli interventi multidisciplinari, con personale specializzato e appositamente formato, di più enti ed istituzioni con istanze di natura giudiziaria, sociale e sanitaria. L’obiettivo è realizzare una “rete” stabile di rapporti con tutte le istituzioni e gli enti locali che si occupano di prevenzione, protezione e trattamento dei reati commessi ai danni di minori edi soggetti deboli (abusi sessuali, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e altri reati). Le procedure coinvolgono, oltre alle diverse autorità giudiziarie e autorità di polizia giudiziaria, varie professionalità: assistenti sociali, insegnanti, educatori, medici di base, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, ginecologi, medici legali.

Fra le azioni previste nel protocollo, gli obblighi di denuncia, referto e segnalazione degli operatori di ogni ipotesi di reato procedibile d’ufficio, relativi alle fasce deboli, di cui vengano a conoscenza, nell’esercizio del loro servizio.

Le indagini in materia di reati contro le cosiddette fasce deboli richiedono un elevato grado di professionalità di chi le coordina e le svolge. Per questo, ormai dal 2006, alla procura della Repubblica di Pistoia è stato costituito un pool di magistrati che tratta in via esclusiva le indagini in questa materia, mentre esiste già un’apposita sezione alla Squadra Mobile della questura.

Firmatari sono anche l’Ufficio Ssolastico provinciale, l’Ordine provinciale dei Medici chirurghi e degli odontoiatri, i Comuni di Pistoia, Agliana, Marliana, Montale, Quarrata e Serravalle Pistoiese e l’Unione dei Comuni montani.

«Il fenomeno della violenza contro le persone vulnerabili e all’interno della famiglia – evidenzia Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute pistoiese e vicesindaco di Pistoia – richiede un intervento organico da parte di più soggetti, finalizzato a prevenire, ma anche e soprattutto a far emergere potenziali casi di abusi su minori, e più in generale contro le fasce deboli, con l’obiettivo di prendersi in carico le vittime per tutto il tempo necessario. Da qui l’importanza di elaborare, e quindi di aggiornare periodicamente, come sta avvenendo oggi, un protocollo che preveda l’adozione di metodologie unitarie e che potenzi l’efficacia di un’eventuale intervento quanto più condiviso da vari soggetti. Questa stretta collaborazione favorisce, infatti, la tempestività e l’efficacia degli interventi, ottimizzando le azioni a tutela delle persone offese».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato