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Pistoia

il processo 

Arrestati con 7 chili di droga: dure condanne in tribunale a Pistoia

M.D.
Arrestati con 7 chili di droga: dure condanne in tribunale a Pistoia

Il gup ha inflitto all’albanese ritenuto a capo del traffico di hashish e marijuana 3 anni e 4 mesi di reclusione e 2 anni e 6 mesi ai due “custodi”  

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pistoia. Le indagini della Squadra mobile erano scattate grazie alla soffiata di un informatore che già in passato era risultato attendibile: a Pistoia c’era un albanese che trafficava ingenti quantitativi di hashish e marijuana, che distribuiva agli spacciatori di piazza; droga che faceva custodire in casa di una coppia di suoi giovani amici, un pakistano e una romena, ad Agliana. Cinque le persone che lo scorso marzo erano state arrestate in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale.. Ieri mattina, per tre di loro, processati con il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare, sono arrivate le condanne. Ardian Sejko, albanese di 34 anni, residente a Pistoia, è stato condannato a 3 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione, e alla multa di 26.000 euro. Il 23enne pachistano Sanwal Sabir e la sua compagna romena di 26 anni, Lavian Florentia Panait, residenti ad Agliana, sono stati condannati a 2 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione, e 20.000 euro di multa.

Stralciata la posizione degli altri due imputati, Carmelo D’Agate, 20 anni, residente a Pistoia, e Cosmi Petrut Bujor, 20 anni, domiciliato a Pistoia: a differenza degli altri tre, processati con il giudizio immediato perché ancora sottoposti ad una misura cautelare restrittiva, sono già in libertà e il loro percorso giudiziario seguirà perciò la via ordinaria.

Secondo gli inquirenti, era Sejko, il personaggio di maggiore spessore del gruppo, ad avere avuto la disponibilità di quei 7 chili di hashish e del chilo di marijuana che il 26 marzo scorso erano stati trovati nell’abitazione di Agliana, in via Prato 25. In parte dentro una lavatrice che si trovava sul terrazzo, in parte in una borsa termica appoggiata sul pavimento della cucina, tra il frigo e la portafinestra. L’albanese, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Mobile, non portava mai la droga con sé e di solito si face portare in giro da autisti, anche italiani, compiacenti. La giovane romena e il suo convivente erano una sorta di custodi della sostanza stupefacente, mentre i due ventenni italiani erano stati fermati dai poliziotti dopo che avevano acquistato una cinquantina di grammi di hashish.

Come detto, le indagini, che si erano protratte per circa una settimana, erano iniziate grazie alla segnalazione di una fonte confidenziale. I servizi di appostamento e pedinamento avevano portato a confermare la soffiata e nella serata del 26 marzo, Ardian Sejko, appena uscito dall’abitazione di via Prato, era stato visto mentre cedeva la droga ai due ventenni. I due erano stati bloccati, l’albanese era stato arrestato dopo una vana fuga tra i campi. —

M.D.

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