Gioco
Ora “Frisco” potrà riaprire i battenti Per il Comune è tutto in regola
Approvato l’atto che riconosce al titolare del chiosco il diritto di superficie negato da Palazzo di Giano nel 2017
PISTOIA. Ora mancano solo le firme dei diretti interessati, poi le condizioni perché riapra lo storico chiosco “Frisco” in piazza San Francesco ci saranno tutte. I diretti interessati sono il dirigente del servizio Lavori pubblici del Comune Stefano Bartolini e il titolare del chiosco, Pablo Biagioli. E quello che attende le loro firme è un “atto di accertamento contenente clausola di costituzione di diritto di superficie” che sanerà una volta per tutte la situazione giuridica del chiosco più popolare di Pistoia, chiuso dal Comune l’8 febbraio 2017 per “occupazione abusiva del suolo pubblico”.
Quel giorno i vigili urbani misero i sigilli a “Frisco”, un punto di ritrovo tra i più conosciuti in città, attivo da decine di anni e vero “cuore” delle serate pistoiesi quando il distretto della Sala non andava ancora di moda.
Poi, tra 2016 e primi mesi del 2017, lo scontro con gli uffici comunali, che certificarono come, in realtà, il famoso chiosco occupasse suolo pubblico senza averne diritto. Il confronto durò per dei mesi, poi l’8 febbraio 2017 scattarono i sigilli dei vigili urbani. Biagioli e la madre, Doriana Donati, vera “anima” del chiosco, tentarono a lungo di trovare una via d’uscita. In consiglio comunale si levò la voce di un consigliere di opposizione a criticare l’atteggiamento dell’amministrazione: si trattava di Alessandro Tomasi, oggi sindaco. Fu anche organizzata una raccolta di firme. Ma a metà febbraio arrivò la definitiva fumata nera.
Da allora il chiosco è rimasto chiuso, obiettivamente impoverendo il panorama umano e sociale di piazza San Francesco. Ma la battaglia legale si era solo spostata. L’avvocato Alessio Baldi, dello studio legale Mbm, ha pazientemente ricostruito la storia del chiosco, risalendo fino al suo atto di nascita, nel 1905. E concludendo che il Comune di Pistoia uno diritto di superficie ai titolari del chiosco l’aveva riconosciuto eccome, anche se allora non si chiamava così.
Per la cronaca, fu un certo Alfredo Susini a chiedere ed ottenere dal Comune il permesso per impiantare un chiosco in piazza San Francesco, pare per vendervi giornali. Sucessivamente la titolarità del punto vendita è passata di mano per ben sei volte, sempre portandosi dietro quel diritto che il Comune di Pistoia riconobbe nel 1905.
Le buone ragioni di Biagioli furono valutate dal consiglio comunale il 14 maggio del 2018, che autorizzò la stipulazione dell’ “atto di accertamento” con cui si sarebbe dovuto riconoscere il diritto di superficie. Da allora è passato un anno e mezzo, ma ora finalmente il dirigente del servizio patrimonio, Stefano Bartolini, ha approvato la bozza dell’atto di accertamento con relativa autorizzazione a contrarre. Allegato alla determina, che porta la data del 6 novembre, c’è il fatidico atto di accertamento, che a questo punto non resta che firmare per eliminare qualunque ostacolo alla riapertura di “Frisco”. L’atto, tra le altre cose, chiude le pendenze tra la società titolare del chiosco e il Comune e stabilisce che il diritto di superficie sull’area dove è insediato il chiosco, si estinguerà il 21 aprile del 2041. Ovvero 99 anni dopo la sua costituzione, che è stata fatta risalire al 22 aprile del 1942, data di entrata in vigore dell’attuale Codice civile.
E ora? Cosa faranno i titolari del celebre chiosco? Pablo Biagioli sottolinea che tutta la vicenda è seguita dall’avvocato e preferisce non pronunciarsi. Cautela comprensibile, visto che formalmente ancora la vicenda non si è chiusa. Ma finora la battaglia – lunga e difficile – è stata condotta proprio per dare un futuro a “Frisco”, per cui è del tutto verosimile che, una volta firmato l’atto, il chiosco possa finalmente riaprire. —
Fabio Calamati
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