Il Tirreno

Pistoia

lo scontro infinito 

Conferma in Appello: l’Apr è illegittima

Fabio Calamati
Conferma in Appello: l’Apr è illegittima

Cinque anni dopo, i giudici romani danno di nuovo ragione agli avversari degli ex soci Aias “ribelli” al commissariamento

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PISTOIA. È ancora a favore dell’Aias nazionale l’ultima sentenza della lunga causa civile che contrappone i vertici italiani dell’associazione all’ormai ex Apr, l’associazione pistoiese per la riabilitazione, nata nell’aprile del 2011 e guidata da Luigi Bardelli.

A sentenziare, questa volta, è stata la Corte di appello di Roma, che ha concluso confermando la decisione del tribunale di Roma il 7 maggio 2014: le decisioni delle due assemblee (26 marzo e 16 aprile 2011) dei soci dell’Aias pistoiese “ribellatisi” al commissariamento ordinato dalla casa madre nazionale, sono da considerarsi illegittime e quindi nulle. Ne segue che l’Apr, che da quelle assemblee nacque, è a sua volta illegittima. E illegittimo sarebbe quindi il subentro della stessa Apr nelle convenzioni che la Regione aveva ed ha tuttora in corso per l’assistenza a centinaia di bambini e ragazzi disabili.

Dopo la sentenza civile del tribunale di Roma del maggio 2014, sullo scontro tra Aias nazionale ed ex Aias pistoiese (poi divenuta, appunto, Apr) era sceso un velo di silenzio. Nella grande sede di via San Biagio l’attività di assistenza ai ragazzi disabili è continuata come sempre. Anzi, nel giugno 2015 è nato il nuovo centro voluto con ostinazione da Luigi Bardelli e intitolato ai fratelli Carrara. Nel frattempo anche l’Apr è scomparsa, assorbita in tutto e per tutto da una fondazione nuova di zecca, intitolata a “Maria Assunta in cielo” o Maic, come si è rapidamente preso a chiamarla.

Ma la battaglia legale, con i suoi tempi lunghissimi, è comunque andata avanti. Solo due settimane dopo il deposito della sentenza civile del tribunale, nel 2014, l’Apr impugnò la decisione presso la Corte di appello di Roma. Più di cinque anni dopo, ecco la decisione del collegio presieduto da Giovanni Buonomo. L’udienza si è svolta il 7 novembre scorso. Presenti gli avvocati dell’Apr pistoiese e quelli dell’Aias nazionale e della sezione Aias di Pistoia, ricostituitasi dopo la “scissione” dell’Apr (in realtà la gran maggioranza degli ex soci Aias scelsero di stare con Luigi Bardelli) e guidata da Antonio Principato. La sentenza si estende per dieci pagine e in sostanza ribadisce tutte le considerazioni fatte a suo tempo dal tribunale civile. Spicca il ragionamento per cui i “ribelli” al commissariamento non avrebbero potuto dar vita ad una entità come l’Apr, distinta rispetto all’Aias precedente ma in continuità con essa abbastanza da poterne ereditare le convenzioni con la Regione.

Fin qui il diritto. Ma in concreto cosa succede ora? Luigi Bardelli, leader indiscusso della prima Aias pistoiese, poi dell’Apr e ora della Fondazione Maic, è sicuro: nulla. «Questa sentenza non ci riguarda – afferma – perché l’Apr non esiste più, beni e dipendenti sono ora della Fondazione, che quindi può continuare ad assistere i nostri ragazzi come ha sempre fatto». —

Fabio Calamati



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