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Pistoia

il caso 

Troppe ricette, multe ai medici ma l’Ordine passa all’attacco

Martina Trivigno
Troppe ricette, multe ai medici ma l’Ordine passa all’attacco

Il presidente Montalti contro l’Azienda sanitaria per le contestazioni ai colleghi «Non si può anteporre la logica economica alla tutela della salute pubblica» 

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pistoia. Per ora le segnalazioni, da parte dei medici di famiglia, sono tre. Ma il timore del dottor Beppino Montalti, presidente dell’Ordine dei medici di Pistoia, è che le contestazioni inviate dall’Asl Toscana Centro ai colleghi dell’intera provincia siano molte di più.

«In questi giorni – spiega il dottor Montalti – alcuni colleghi di medicina generale stanno ricevendo contestazioni dall’Azienda sanitaria. Il motivo? L’ente ritiene inappropriate alcune loro prescrizioni e sta inviando ai medici delle sanzioni pecuniarie con cui dovranno restituire l’equivalente di quello che l’azienda ritiene un “surplus” del quantitativo di ricette emesse».

Una vicenda che fa molto arrabbiare il dottor Montalti. Anche perché – sottolinea – «nei due organismi territoriali di valutazione delle sanzioni nessun componente dell’Ordine dei medici di Pistoia, nonostante una delibera del 2017 lo preveda, non è mai stato convocato né tanto meno è mai stato nominato un nostro rappresentante nei due organismi di riferimento, l’Ocap e il Nte».

Convocazione che, per il dottor Montalti, è arrivata proprio ieri mattina: «Dopo due anni dall’approvazione della delibera, l’Asl mi ha convocato. Vedremo quel che succederà», commenta.

Ma quello che il presidente dell’Ordine dei medici sottolinea è che queste contestazioni potrebbero generare una sorta di” timore” nei medici di famiglia. Che, per paura di essere sanzionati (e dunque sborsare soldi di tasca propria), potrebbero decidere di mettere un “blocco” alle prescrizioni, seppur considerate da loro stessi necessarie per il paziente.

Una situazione paradossale, insomma, che potrebbe generare non pochi disguidi e malessere nei pazienti. Certo, potrebbero esserci casi di prescrizioni non conformi. Ma, in questo caso, i singoli episodi dovrebbero essere sottoposti al giudizio degli organi deputati al controllo.

«È il caso – spiega Montalti – dei cerotti a base di lidocaina per “spegnere” il fuoco di Sant’Antonio grazie alla loro funzione anestetica: se danno sollievo ai nostri pazienti, soprattutto per una patologia che può protrarsi anche per mesi, per quale motivo dobbiamo smettere di prescriverli? Quella dell’Asl è un’argomentazione da ragioniere piuttosto che da ente pubblico che si occupa dell’erogazione di servizi sanitari».

Ed è così che il presidente dell’Ordine dei medici pistoiesi fa riferimento a una sentenza della Corte di Cassazione del 2011 secondo la quale «a nessuno sia consentito anteporre la logica economica alla logica di tutele delle salute». In questo modo, il dottor Montalti rivolge un appello a quei colleghi che abbiano ricevuto le contestazioni a farsi avanti.

«L’Ordine – aggiunge il presidente – sarà con tutti quegli iscritti che abbiano prescritto in modo consapevole e appropriato i farmaci, cercando di essere alleati dei loro pazienti».

«Allo stesso tempo – conclude il dottor Montalti – valuteremo tutte le segnalazioni che ci perverranno sull’operato prescrittivo dei colleghi. Rifiuteremo, inoltre, i troppo facili giudizi ragionieristici emessi da soggetti non abituati a decidere in situazioni conflittuali e difficili, come quelle costantemente vissute e subite dai nostri colleghi, ospedalieri e del territorio». –

Martina Trivigno



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