Italia
Sarà celebrato in Belgio il funerale dell’operaio investito da un tir
Federico Tavanti, di Quarrata, stava lavorando a Waterloo Gli amici dell’Asd Olmi: «Una messa in suo ricordo a Vignole»
QUARRATA. Sarà celebrato in Belgio il funerale di Federico Tavanti, il 43enne originario di Quarrata morto, mercoledì scorso, sul Ring 0 a Waterloo, mentre stava lavorando alla manutenzione di quel tratto di autostrada. È stato un camion a investire l’operaio insieme a un collega (che non sarebbe in pericolo di vita). La notizia della morte di Tavanti – che si era trasferito a Seraing, in provincia di Liegi e nella regione Vallonia – ha sconvolto la comunità quarratina. E ora gli amici dell’Asd Olmi, squadra in cui ha militato Federico Tavanti quando era un ragazzo, sta organizzando una messa commemorativa nella chiesa di Vignole. «Perché noi Federico non lo dimentichiamo», commentano.
L’operaio, originario di Quarrata, il 3 dicembre prossimo avrebbe compiuto 44 anni e lascia la moglie Francesca e due bambini di 9 e 12 anni, la madre e il fratello Fausto che vive in provincia di Livorno.
La salma di Tavanti è stata restituita ai familiari e nei prossimi giorni, in Belgio, si svolgeranno le esequie. Ma in tanti, a Quarrata, continuano a ricordarlo per la sua solarità e pure la grande passione non solo per il calcio, ma soprattutto per il ciclismo.
«Nei giorni scorsi – scrive l’amico Rossano Ciottoli – una persona che ha fatto parte dei miei primi vent’anni di vita non c’è più. Aveva tre anni meno di me, aveva anche lui due bambini. Erano anni che non ci vedevamo, ma faceva e fa ancora parte dei ricordi di giorni in cui non si faceva troppo caso al rumore delle risate che ci accompagnavano quasi tutto il tempo; di giorni in cui credi di avere il mondo in mano perché non hai ancora scoperto quanto è grande, e quanto piccoli siamo noi; di giorni in cui si ignora ancora quanto complicata e imprevedibile sia la vita».
«Penso che Federico abbia voluto ricordare a tutti noi, sottovoce, da lontanissimo – conclude l’amico – quanto poco tempo in fondo abbiamo per fare il nostro viaggio, e quanto è importante usarlo per essere persone migliori di quelle che siamo. Tutto qua, con la pioggia fuori e un po’ di tristezza nel cuore, ma siamo ancora qui ed è bello essere grati di esserci».
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