Il Tirreno

Pistoia

Botte e continue offese dal compagno ubriaco anche davanti ai figlioletti

Massimo Donati
Botte e continue offese dal compagno ubriaco anche davanti ai figlioletti

La giovane mamma ha trovato il coraggio di sporgere denuncia dopo essere finita all’ospedale. L’uomo sarà processato in tribunale il prossimo febbraio

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PISTOIA. Avevano già un figlio, ma solo quando era nato il secondo avevano deciso di andare a convivere, sulla Piana pistoiese. Ma con la convivenza, per la giovane mamma erano da subito sorti i primi problemi. Alle offese si erano ben presto aggiunte le botte, ogni volta che il compagno rincasava ubriaco. Molto spesso quindi. Solo quando era dovuta andare all’ospedale sanguinante, la ragazza aveva trovato il coraggio di denunciare, per mettere fine a quelle violenze, che andavano avanti ormai da circa un anno.

Dopo la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, adesso per l’uomo (un 35enne di cui non facciamo nome e cognome per non rendere riconoscibile la vittima) è arrivato il rinvio a giudizio da parte del giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pistoia. Maltrattamenti in famiglia l’accusa per la quale dovrà sedere sul banco degli imputati il prossimo febbraio.

Nella denuncia che aveva sporto ai carabinieri il 18 giugno dello scorso anno, la giovane mamma aveva raccontato di come il compagno, subito dopo l’inizio della convivenza, fosse diventato sempre più aggressivo. Spesso rincasava ubriaco e, in quelle occasioni, dopo gli insulti passava alle botte: soprattutto schiaffi, sul volto e sul corpo. Anche davanti ai figlioletti.

L’ultimo episodio di violenza, la sera precedente, quando l’uomo era tornato a casa nuovamente ubriaco, addirittura con una lattina di birra in mano. Sotto i colpi del compagno, la ragazza era finita a terra, con il sangue che le colava da vari graffi sul volto e anche da una caviglia. Si era alzata per andare dal figlio più piccolo, che si era messo a piangere, ma il compagno aveva continuato a picchiarla. Fino a quando, fortunatamente, era arrivato il padre della ragazza, che era riuscito ad allontanarlo. Chiamando poi il 112.

Rassicurati dalla presenza dei carabinieri, padre e figlia avevano intimato a l’uomo di prendere le sue cose e andarsene da quella casa. Il 35enne lo aveva fatto, lasciando lì anche il suo mazzo di chiavi, non prima però di aver vomitato nuove pesanti offese all’indirizzo della compagna e aver cercato, bloccato dai militari, di avventarsi ancora contro di lei. La ragazza era stata poi accompagnata all’ospedale: medicata per le ferite al volto, era stata dimessa con una prognosi di 8 giorni.

L’altra mattina, difeso d’ufficio dall’avvocata Cristiana Menichini, l’uomo è comparso davanti al gup, che, accogliendo la richiesta del pm Giuseppe Grieco, ha disposto il rinvio a giudizio.

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