Il dolore
Un mese di tregua per Copit e Cap e Tomasi scrive a Rossi: fermati
Rinviato il trasferimento dei bus ai francesi vincitori della gara. L’azienda pratese: bene ma serve altro
PISTOIA. Altri 30 giorni con il fiato sospeso per il trasporto pubblico e per le aziende toscane, tra cui la pratese Cap e la pistoiese Copit. Slitta il cronoprogramma della Regione per il trasferimento di mezzi e personale da One scarl (gli attuali gestori) ad Autolinee Toscane, il raggruppamento guidato dalla francese Ratp che s’è aggiudicata la gara scatenando una guerra a colpi di carte bollate: era stato indicato l'11 novembre per l’inizio delle procedure. La proroga di un mese è stata annunciata martedì sera con una lettera inviata dalla Regione alle aziende interessate. . Per il presidente della pratese Cap Giuseppe Gori, la speranza è che il rinvio sia «l'inizio di una riflessione più importante». «Il ringraziamento va ai sindaci, cui si sono unite le associazioni di categoria, che si sono spesi per portare il problema all’attenzione delle comunità».
E ieri sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, che ha chiesto al presidente della Regione Enrico Rossi di “sospendere qualunque procedura di trasferimento della gestione del servizio senza prima aver conosciuto la sentenza definitiva del Consiglio di Stato sulla gara del trasporto pubblico locale in Toscana”.
Proprio in attesa di superare il contenzioso (c’è in ballo anche un secondo ricorso al Tar da parte di Mobit,la cui richiesta di sospensiva sarà discussa a febbraio), e a seguito dell’avvio delle procedure di trasferimento del patrimonio ad Autolinee, il sindaco ha chiesto a Enrico Rossi “le ragioni di natura giuridica che hanno spinto la giunta regionale a procedere con l’assegnazione e i motivi che possono aver ostacolato la sospensione dell’aggiudicazione in attesa della sentenza definitiva”.
“Il Comune – scrive ancora il sindaco Tomasi – intende tutelare in tutti i modi possibili non solo il proprio patrimonio immobiliare ma anche il know how della propria azienda partecipata”. Il trasferimento di beni annunciato a Mobit dalla Regione, riguarderà infatti immobili e autobus di proprietà delle aziende partecipate da decine di Comuni toscani.
“In assenza di una sentenza definitiva, oltre ai danni economici alle pubbliche amministrazioni, il trasferimento potrebbe generare una situazione i cui effetti negativi potrebbero ripercuotersi sul servizio stesso, con incalcolabili danni a carico dei cittadini”, osserva ancora la lettera del sindaco di Pistoia.
Nello stesso documento viene chiesto inoltre alla Regione Toscana di “garantire il regolare proseguimento del servizio alla scadenza del contratto ponte (31 dicembre 2019) attraverso un apposito provvedimento che permetta di mantenere il servizio in attesa della sentenza definitiva”.
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