Gioco
Fabio ha vinto la partita più importante: riuscito il trapianto di polmoni a Milano
Vent’anni il prossimo febbraio, Degl’Innocenti è un tifoso dell’OriOra che dalla nascita combatte contro la fibrosi cistica
La partita più importante l’ha già vinta domenica 3 novembre, quando dopo tanti anni di attesa, tra speranza e rassegnazione, ha superato l’intervento chirurgico di dodici ore per il duplice trapianto di polmoni. Operazione che per lui rappresenta l’opportunità di una nuova vita, e un calcio alla fibrosi cistica, quella malattia che lo accompagna fin dalla nascita e per la quale ancora non esiste una cura, nonostante la ricerca abbia fatto enormi passi avanti.
Per Fabio Degl’Innocenti, vent’anni il 21 febbraio 2020, la vita è sempre stata in salita, con il fiato corto. E il respiro rallentato da quella brutta malattia ai polmoni, che da quando aveva cinque anni non gli ha più permesso di “ossigenare” completamente. Difficoltà che, però, non gli hanno impedito di vivere a pieno la sua infanzia e la sua adolescenza, con tutte le sue passioni – soprattutto sportive, con il basket in prima linea – circondato da una famiglia speciale: babbo Luca e mamma Monica Benedetti, e le due sorelle minori.
Fabio, fisico minuto e occhi celesti come il cielo, ha superato bene l’intervento e a qualche ora di distanza dalla fine dell’operazione è tornato a sedersi in poltrona, dimostrando una forza che, forse, nemmeno lui pensava di avere. Al suo fianco i genitori, che per un anno (è il periodo previsto per il completo recupero) si alterneranno a Milano, dove il ragazzo è stato operato da un’équipe medica dell’Ospedale Maggiore Policlinico. Un centro di eccellenza che, insieme alla Fondazione Cà Granda per la ricerca sulle malattie come la fibrosi cistica, segue il ragazzo fin dai primi anni di vita.
Ma a stringersi intorno a lui e alla sua grande battaglia sono stati anche i tanti amici e i compagni di scuola, che sui social gli hanno dedicato foto e parole di incoraggiamento e forza. Il giovane, cresciuto fra via Erbosa e i seggiolini della curva del PalaCarrara, occupati dalla Baraonda biancorossa – ha frequentato la scuola media Raffaello e poi l’istituto tecnico Fedi Fermi, con il desiderio di diventare un perito informatico.
A giugno ha superato in modo brillante l’esame di maturità, nonostante l’ossigeno terapia, e a ottobre con la febbre provocata dalla malattia ha centrato l’obiettivo della patente. Poi una polmonite lo ha colpito in modo pesante, mettendo a rischio l’intero quadro clinico, costringendolo all’ennesimo ricovero.
Infine, la notizia improvvisa e inaspettata del trapianto. E il trasferimento immediato dall’ospedale di Careggi a quello di Milano. Un viaggio che deve essergli sembrato eterno. «Siamo molto fieri di nostro figlio – racconta babbo Luca, da anni attivo nella Lega italiana fibrosi cistica per sensibilizzare sulla malattia, insieme a mamma Monica – Lui è contentissimo e ci dà una grande forza. Sono stati anni difficili, ma finalmente Fabio è tornato a ossigenare quasi al 100%. Una cosa che non gli succedeva da 15 anni e che per noi è un traguardo eccezionale. Io gli ho sempre detto: Fabio, le partite si giocano per vincerle, non per perdere o pareggiare».
E questa volta la palla di Fabio è andata davvero a canestro, con un tiro da tre punti. Certo, di strada ancora da percorrere ce n’è, ma il trapianto è l’inizio di una nuova avventura tutta da vivere. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
