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«Nascere e vivere a Pistoia è stata una fortuna che ha contribuito al mio Dna». Parole di Eva Degl’Innocenti, 43 anni, dal 2015 al timone del Museo archeologico di Taranto. Aveva trovato lavoro in Francia, al Museo Coriosolis in Bretagna, poi però ha deciso di scommettere ancora sull’Italia. Un “cervello in fuga” che a un certo punto ha preso il coraggio a due mani ed è tornata sui suoi passi.

Di lei e con lei “Il Tirreno” ha parlato giovedì scorso. Una bella intervista. Non solo perché bella è, oggettivamente, la storia di Eva. Ma anche perché questa donna, che ha vissuto in diversi paesi del mondo e che oggi guida il secondo museo archeologico italiano per importanza, riconosce l’importanza delle sue origini pistoiesi. «La città ha contribuito alla mia formazione», ha affermato.

Una dichiarazione che dovrebbe dare da pensare ai tanti, troppi, pistoiesi che non perdono occasione per sminuire la loro città e per dipingerla più immobile e chiusa di quello che è in realtà. Solo per fare un esempio, sabato 2 novembre, sempre sul “Tirreno”, il musicista Gianluca Sibaldi liquidava come “una barzelletta” l’anno di Pistoia da capitale italiana della cultura. Un’opinione del tutto legittima, intendiamoci. Ma io preferisco l’orgogliosa rivendicazione delle proprie radici firmata da Eva Degl’Innocenti. Mi pare che se si vuole andare in cerca di un futuro possibile per questa città, le parole di Eva siano compagne di viaggio più stimolanti e utili. —



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