Il dolore
Bartolomei, è bufera per il post di critiche sulla scorta alla Segre
«Darla a lei e negarla al capitano Ultimo è sintomo di caos» Ma Maglione (M5S): riconosciamole la cittadinanza onoraria
PISTOIA.L’assessore comunale ai lavori pubblici Alessio Bartolomei, membro in quota Lega della giunta Tomasi, è abituato a far discutere con le sue esternazioni più o meno provocatorie. Ma oltre 320 commenti in 24 ore è forse un record anche per lui. Tante le reazioni che ha raccolto un post sulla scorta assegnata alla senatrice Liliana Segre.
“Un paese – ha scritto Bartolomei su Facebook – in cui si toglie la scorta al Capitano dei Carabinieri Ultimo: quello che ha arrestato il capo dei capi Totò Riina, ma dove la si assegna alla Senatrice Segre, perché all'arrivo ad un comizio ha trovato uno striscione di contestazione, come minimo è un paese confuso, smarrito: un paese incapace di distinguere le violenze dalle opinioni, gli spari dalle chiacchiere, la tutela per chi rischia la vita contro pericolosi criminali e chi esprime opinioni dalle stanze ovattate ed eleganti del Senato”.
Immediatamente è partita la girandola delle prese di posizione. Alcune solidali; le altre, in maggioranza, perplesse, stupite o sdegnate. La critica più frequente: aver ridotto le minacce ricevute dalla Segre ad un semplice striscione. La più feroce: l’etichetta, pura e semplice, di “fascista”. Molte anche quelli che hanno ricordato a Bartolomei che un assessore, un uomo delle istituzioni, dovrebbe evitare certe prese di posizione. In tanti, poi, hanno ricordato che la scorta al Capitano Ultimo è stata tolta mente al Viminale c’era Salvini, cioè il leader del partito dello stesso Bartolomei.
E lui? «Non mi pento affatto di quello che ho scritto – ribatte Bartolomei – del resto non ho certo offeso la Segre e non sono neanche contrario a che le assegnino una scorta. Volevo solo mettere in risalto che darla a lei, dopo uno striscione di contestazione, mentre si toglie a un nemico giurato della mafia, mi sembra sintomo di una grande confusione».
La accusano di antisemitismo e filo-nazismo... «Ma figuriamoci! Io antisemita? Semmai posso dirmi apertamente sionista. Ma mi fanno ribrezzo quelli che, anni fa, sostenevano l’Intifada e oggi diventano a loro volta sionisti per darmi addosso. Mi fa ridere anche l’accusa di fascista. Io sono nato politicamente democristiano, da studente le ho prese dai fascisti, come dai comunisti. Non ci devono essere argomenti tabù, di tutto si deve poter parlare. Diamoci tutti una calmata, di qui ad arrivare al reato di opinione è un secondo».
Nella polemica è intervenuto anche il consigliere M5S Nicola Maglione. «Proporrò che alla signora Segre, per quello che lei preziosamente rappresenta e testimonia, venga riconosciuta la cittadinanza onoraria della nostra città. Il riferimento assoluto del M5S è, e deve rimanere, la nostra Costituzione, i suoi principi di ibertà, uguaglianza, giustizia e di pieno sviluppo della persona umana. Questi siamo chiamati a perseguire perché è su questi che si fonda la nostra Patria». —
Fabio Calamati
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