Il Tirreno

Pistoia

Truffe a ripetizione ai danni di sacerdoti: i carabinieri scoprono i due responsabili

Il materiale sequestrato dai carabinieri
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Il materiale sequestrato dai carabinieri

Sono un uomo di 49 anni abitante a Ferrara e una cittadina cinese di 42. L'inchiesta partita da Pistoia

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PISTOIA. Con una ingegnosa truffa spillavano migliaia di euro a ignari sacerdoti, attirandoli con il miraggio di inesisenti donazioni alle loro parrocchie. Tra le vittime, anche alcuni preti pistoiesi, oltre a sacerdoti di Udine, Brescia e Ferrara. A scoprire la truffa sono stati i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura della repubblica di Pistoia, con la collaborazione dei colleghi delle stazioni di Pistoia e di Ferrara. I due accusati delle truffe, un uomo di 49 anni residente a Ferrara e una cittadina cinese di 42, il 5 novembre si sono visti sequestrare due conti correnti bancari, aperti presso altrettante banche di Ferrara. Secondo i carabinieri erano le "casseforti" dove i due custodivano il frutto delle truffe, circa sessantamila euro in un solo anno. Sequestrati anche, dopo una perquisizione nella casa di Ferrara dell'uomo, svariati telefoni cellulari, pc, tablet ed altre strumentazioni di supporto, compreso un sistema di videosorveglianza dell’abitazione stessa.

L'indagine della procura di Pistoia, coordinata dal sostituto procuratore Claudio Curreli, era nata dalle denunce presentate da alcuni sacerdoti pistoiesi, che non si erano fatti abbindolare dall'uomo. Le indagini sono tuttora in corso per accertare la responsabilità dei due indagati anche in ordine ad eventuali altre truffe commesse con le stesse modalità.

Le indagini hanno consentito di ricostruire il meccanismo delle truffe (alcune delle quali solo tentate). Il quarantanovenne ferrarese, si procurava in rete, attraverso la lettura dei necrologi o di articoli stampa locali, notizie su parrocchiani residenti in varie regioni italiane recentemente deceduti. Una volta acquisite tali informazioni, con la complicità della cittadina cinese, il soggetto, mediante utenze fittiziamente intestate ad ignare persone di nazionalità straniera e spacciandosi per un sedicente dipendente/direttore di banca, contattava telefonicamente il prete o la parrocchia di riferimento, comunicando alla vittima designata che una persona da poco deceduta nella zona aveva lasciato una grossa donazione (dell’ordine di quarantamila euro) a favore della stessa parrocchia o, talvolta, in favore dello stesso parroco, a titolo personale. Quindi invitava il prete a contattare con la massima urgenza il notaio di fiducia della banca per comunicargli le coordinate bancarie su cui doveva essere accreditato il presunto lasciato. L’indagato, carpendo in tal modo la fiducia della sua vittima, si spacciava poi anche per il suddetto professionista, qualificandosi, di volta in volta, con il nome di un notaio realmente esistente nella zona ma del tutto ignaro ed estraneo ai fatti  e la sollecitava ad effettuare il pagamento di una cospicua somma (circa tremila euro) a titolo di presunte spese notarili, a suo dire occorrenti per sbloccare il lascito. Nella stessa occasione o nel corso di successivi contatti telefonici l’indagato forniva quindi alla vittima i dati del conto corrente su cui effettuare il bonifico. In alcuni casi, addirittura, dopo aver ricevuto un primo pagamento mediante il richiesto bonifico “urgente/istantaneo”,  l’indagato ricontattava il parroco dicendogli di non aveva ricevuto alcun accredito, a causa di ragioni di natura tecnica, e chiedendogli pertanto di effettuarne altri.

Fra le vittime designate anche alcuni preti pistoiesi che il quarantanovenne ferrarese aveva contattato utilizzando lo stesso modus operandi, senza però riuscire a portare a compimento la truffa in quanto – sospettando l’inganno – non hanno effettuato alcun pagamento ed hanno invece denunciato l’accaduto ai Carabinieri, così come ha fatto anche un notaio pistoiese una volta appreso dagli stessi parroci che il truffatore si era sostituito alla sua persona.

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di Redazione web