Il Tirreno

Pistoia

Permessi di soggiorno con documenti falsi

Permessi di soggiorno con documenti falsi

Denunciati due cittadini cinesi e un profugo nigeriano smascherati dai poliziotti dell’Ufficio immigrazione della questura

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PISTOIA. Per ottenere il permesso di soggiorno, si sono presentati allo sportello immigrazione della questura sperando che, tra la documentazione consegnata, i poliziotti non notassero che alcuni di quei documenti erano falsi. Ma gli è andata male. No solo non hanno avuto il permesso ma si sono beccati una bella denuncia. Si tratta di due cittadini della Repubblica popolare cinese e di un profugo nigeriano.
I due cinesi – un uomo e una donna quarantenni – si sono presentati al front office dell’Ufficio immigrazione per ottenere un permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, che avrebbe garantito loro la regolare presenza per cinque anni, con una serie di semplificazioni amministrative sulla possibilità di entrare e uscire dal territorio nazionale. Tra i documenti necessari per tale tipo di permesso è previsto anche il possesso di un attestato che dimostri il superamento di specifici test sulla conoscenza della lingua italiana, da sostenere e superare in enti o istituti accreditati dal Ministero degli Affari esteri.

Alla prima presentazione dell’istanza tale attestato risultava mancante e pertanto i due venivano invitati ad integrare la loro richiesta. Cosa che avevano fatto, ripresentandosi successivamente esibendo un attestato apparentemente rilasciato da un rinomato istituto universitario nazionale effettivamente convenzionato con il Ministero. All’operatore dello sportello non è però sfuggito il fatto che la comprensione della lingua italiana da parte dei due cinesi era apparentemente inferiore a quella indicata nell’attestato. E ha nuovamente sospeso la pratica per verificare l’autenticità del documento: non solo i responsabili dell’istituto hanno confermato che era falso, ma hanno anche specificato che i due stranieri non avevano mai nemmeno tentato di frequentare un loro corso.

I due cinesi sono stati perciò denunciati per i reati di uso di atto falso, falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale e violazione della legge in materia di rilascio del permesso di soggiorno. Inoltre, è stato avviato l’iter per la loro espulsione giudiziale al termine del procedimento penale.

Lo stesso giorno è stato denunciato per gli stessi reati un cittadino nigeriano di 38 anni, richiedente protezione internazionale, che ha pensato bene di presentare allo sportello una dichiarazione di ospitalità completamente falsa: un atto apparentemente firmato da due cittadini italiani che gli avrebbero concesso in affitto un immobile di loro proprietà, permettendogli quindi di regolarizzare la propria richiesta di soggiorno con un domicilio formalmente idoneo.

All’operatore dell’Ufficio immigrazione non è sfuggita tuttavia la somiglianza tra la grafia della dichiarazione e la firma del richiedente, e ha pertanto deciso di sospendere la pratica per verificare l’autenticità del documento. Alla fine è risultato che lo straniero aveva non solo redatto di proprio pugno la dichiarazione di ospitalità, ma vi aveva apposto anche le firme dei proprietari e allegato le fotocopie dei loro documenti d’identità. L’appartamento è poi risultato occupato da tutt’altra persona.

Per il nigeriano, oltre alla denuncia penale, anche l’avvio del procedimento per la revoca del permesso di soggiorno di cui risultava al momento titolare.

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di Redazione web