Gioco
A Pistoia e Montale pensioni più alte di tutta la provincia
Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese registrano invece gli importi più bassi Poco meglio per i beneficiari di assegno ad Abetone, Lamporecchio e Larciano
PISTOIA. Vivono a Pistoia e Montale i pensionati più ricchi (si fa per dire) di tutta la provincia. In questi due comuni, infatti, l'importo medio degli assegni “staccati” dall'Inps è di quasi cento euro superiore a quello rilevato a livello provinciale. Ma la differenza è ancora più marcata se il confronto si effettua con singoli comuni come Chiesina Uzzanese o Ponte Buggianese, dove i livelli medi sono ancora più bassi.
Ma la disparità a livello territoriale non è l'unica che si registra leggendo i dati sulle pensioni in provincia. Altro grande tema è, infatti, quello della enorme differenza di retribuzione tra uomini e donne anche sul fronte previdenziale. Tanto che in media un pensionato percepisce quasi il doppio rispetto ad una pensionata: 1.130 euro contro 650 euro mensili. Ma andiamo con ordine. Nel pistoiese l'assegno medio ammonta a 851 euro. Una cifra che nasconde delle disparità veramente rilevanti tra i diversi comuni. L'apice, come accennato, è rappresentato da Montale e Pistoia: nel primo si raggiunge addirittura quota 945 euro al mese, mentre nel secondo i quasi 30mila pensionati possono contare su un importo medio di 931 euro. Montale, peraltro, è anche il comune nel quale la quota di pensioni sotto i 750 euro è la più bassa – anche se ciò non significa che il dato rimanga preoccupante in assoluto: 50,9%. Mentre a Pistoia la percentuale si alza al 56,6%, più della metà ma meno della media provinciale.
Dalla parte opposta del fronte troviamo, invece, comuni come Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese, dove si registrano gli importi più bassi di tutta la provincia. Nel primo ci si ferma a 793 euro mensili, mentre nel secondo la pensione media è addirittura di 775 euro, cioè centosettanta euro in meno rispetto a quella di Montale. E non è un caso, ovviamente, che la percentuale di pensionati che percepiscono meno di 750 euro è la più alta in assoluto: 65,5%, ovvero quasi due terzi degli oltre 1.500 pensionati del comune. Poco meglio va ai beneficiari di assegno previdenziale dei comuni di Abetone Cutigliano, Lamporecchio e Larciano. Si parla di più di 5mila persone che in media non arrivano a percepire 810 euro al mese. Ma anche spostandosi a Monsummano, dove i pensionati sono più di settemila, la storia cambia di poco, con un importo medio inferiore a 820 euro. E andamento simile si osserva anche a Marliana. Sotto la media provinciale stanno anche i pensionati di Pescia e Quarrata, che sono altri 15mila. Mentre al di sopra tutti gli altri.
L'altro grande tema, come detto, è quella della disparità di genere che anche sulle pensioni si manifesta con estremo vigore. Tanto per cominciare, va sottolineato che le pensionate sono numericamente di più e rappresentano il 58% del totale degli oltre 96mila percettori di assegno previdenziale della provincia di Pistoia: si tratta di 55.115 donne a fronte dei 41.232 uomini. Ma la vera differenza, che rappresenta una nota dolente, non è questa. Bensì lo squilibrio di retribuzione che esiste tra i due gruppi. A fronte di una media complessiva che, si attesta su 850 euro, si hanno valori incredibilmente distanti se si mettono a confronto i livelli tra pensionati e pensionate. I primi, infatti, hanno un assegno che in media vale ben 1.130 euro al mese. Mentre le seconde non arrivano nemmeno a 650, cioè quasi la metà di quanto percepito mediamente dagli uomini. —
Marco Pagli
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