Il Tirreno

Pistoia

Cartoline con minacce a don Biancalani

Fabio Calamati
Don Massimo Biancalani
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Don Massimo Biancalani

Insulti razzisti e omofobi contro il sacerdote che accoglie i migranti. È la stessa mano dei volantini

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PISTOIA. Ancora odio razzista contro don Massimo Biancalani e i migranti accolti dal sacerdote e dai suoi collaboratori nella parrocchia di Vicofaro. Questa volta insulti e minacce sono state inviate utilizzando delle cartoline: due, arrivate in rapida sequenza a Vicofaro. Su un lato immagini di località vacanziere dell’Adriatico; sull’altro un profluvio di offese razziste e omofobiche nei confronti del sacerdote e della sua attività. E anche una minaccia: «Meriti la pena di morte».
 
Le due cartoline sono vergate a mano, con una calligrafia che somiglia molto a quella dei manifestini ritrovati sul sagrato della chiesa una decina di giorni fa. Un aspetto curioso: tutte e due le cartoline sono regolarmente affrancate, ma una appare priva di bolli, come se non avesse mai viaggiato. A differenza dell’altra, dove si legge la data del 21 ottobre e il transito per il Centro di meccanizzazione postale di Peschiera Borromeo (Milano).
 
A rendere pubblica l’ennesima minaccia ricevuta è stato lo stesso don Biancalani, pubblicandole sulla sua pagina Facebook. «Rendo pubblico – ha scritto il sacerdote – per denunciare quanto avviene intorno a noi... nell’ostilità/indifferenza di chi dovrebbe esplicitamente difenderci e sostenerci». Numerose le testimonianze di solidarietà pubblicate su Facebook, ma don Massimo poco dopo scrive che «C’è troppo odio intorno a noi» e dice esplicitamente che «in questo clima comincio a temere che prima o poi qualcuno trovi il modo di farci del male».
 
Non è la prima volta che il parroco di Vicofaro lancia segnali d’allarme su quello che lui definisce «l’isolamento» in cui è lasciata la comunità parrocchiale. Un isolamento, soprattutto da parte delle istituzioni cittadine.
Sempre su Facebook, nel giro di poche ore è arrivata invece la solidarietà della Diocesi e del vescovo Tardelli.
 
«In merito alle gravi minacce e offese ricevute ancora una volta dal parroco di Vicofaro, don Massimo
Biancalani – si legge – la diocesi di Pistoia condanna in maniera inequivocabile questa ed ogni forma di intimidazione ad uno dei suoi sacerdoti. Invitiamo nuovamente, e con urgenza, don Massimo a denunciare l'accaduto alle autorità competenti, di modo che si possa risalire al più presto agli esecutori di questo inqualificabile gesto».
 
Ma il messaggio del vescovo non si ferma qui. Più volte monsignor Tardelli ha rimproverato al parroco di Vicofaro un uso eccessivamente disinvolto del web. E dopo la solidarietà, espressa a chiare lettere, arriva un’indicazione chiara. «Al contempo – si legge – chiediamo a tutti , anche allo stesso don Massimo, di cessare immediatamente la ricerca dell'esasperazione mediatica attorno alla vicenda Vicofaro».
 
La Diocesi, insomma, chiede di abbassare i toni. Tanto più adesso, quando lo stesso vescovo ha rotto gli indugi, convocando un tavolo con la Regione, la Caritas, la rete Terra Aperta e lo stesso don Biancalani (il Comune era stato invitato ma ha preferito non partecipare) per individuare soluzioni concrete che risolvano la situazione di emergenza a Vicofaro. Una situazione di emergenza – bene ripeterlo – dovuta soprattutto al gran numero di migranti, oltre duecento, accolti stabilmente nelle strutture parrocchiali. 
 
«In questo contesto – conclude la Diocesi – riteniamo sia necessario l'impegno e la responsabilità da parte di tutti perché si possa superare definitivamente questa condizione di scontro continuo che perdura da oltre due anni». 

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