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Pistoia

controlli a tappeto 

Scoperti dalle Fiamme Gialle 13 colf e badanti evasori totali

Scoperti dalle Fiamme Gialle 13 colf e badanti evasori totali

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pistoia. Redditi per 450.000 euro percepiti per lavoro domestico ma mai dichiarati: è quanto ha accertato la Guardia di Finanza di Pistoia che, grazie alla collaborazione con l’Inps, ha scoperto 13 evasori totali fra colf e badanti. Che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi non solo lo scorso anno ma anche in quelli precedenti: una dal 2013 ad oggi.

L’attenzione delle Fiamme Gialle sul fenomeno, spiegano al comando provinciale, è «scaturita da un’analisi dei dati forniti dall’Inps che ha provveduto a trasmettere» ai finanzieri «un elenco dei datori di lavoro che hanno provveduto agli obblighi contributivi e che ha consentito di risalire ai lavoratori domestici sconosciuti al fisco».

Le famiglie, infatti, al momento dell’assunzione, sono obbligate a dichiararla e a versare poi i contributi ai fini della pensione. Incrociando questi dati con quelli delle dichiarazioni dei redditi dei residenti, per 13 nominativi è scattato l’allarme. L’evasione fiscale, al di sotto di una certa soglia, non è più reato, per cui colf e badanti sono stati segnalati all’Agenzia delle entrate, che provvederà a recuperare i soldi non incassati e quelli delle sanzioni.

Un fenomeno, quello dell’evasione da parte di queste categorie di lavoratori, diffuso sull’intero territorio nazionale: il Ministero dell’economia e finanze ha accertato che colf e badanti ogni anno evadono non meno di 960 milioni, a cui si devono aggiungere le addizionali regionali e comunali Irpef, che fanno salire il conto oltre il miliardo di euro. Il Mef indica in quasi un milione la platea di colf e badanti nel nostro paese, pari all’8% circa dei lavoratori dipendenti italiani. Una categoria di lavoratori poveri, con un reddito medio imponibile annuo di circa 5. 100 euro, “ad alto rischio di pratiche elusive e in gran parte immigrati”. Rispetto agli altri dipendenti qui il datore di lavoro è la famiglia, che non agisce come sostituto di imposta. Il che vuol dire che ai fini fiscali non effettua alcuna ritenuta a titolo di acconto e non rilascia la Certificazione unica, limitandosi a versare solamente i contributi previdenziali. È dunque il lavoratore, che percepisce lo stipendio netto, a dove pagare le imposte presentando la dichiarazione dei redditi l’anno successivo se il loro introito complessivo è superiore a 8.150 euro: cosa che i 13 evasori pistoiesi non hanno fatto. –

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