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economia e territorio 

Entro il 2021 la Toscana sarà glisofato-free

Samuele Bartolini
Entro il 2021 la Toscana sarà glisofato-free

Il protocollo d’intesa, che le aziende vivaistiche hanno contribuito a scrivere, sarà firmato nei prossimi giorni

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Le grandi imprese vivaistiche sono d’accordo. Hanno contribuito di loro pugno a scrivere il protocollo. Quelle piccole: con alcune c’è da parlarci, ma dovrebbero aderire tutte. Via libera anche da Comuni pistoiesi e sindacati di categoria. Insomma, ci siamo. Tempo quindici giorni e la svolta glifosato free può decollare. Le aziende vivaistiche pistoiesi abbandoneranno il diserbante glifosato entro il 31 dicembre 2021. Dunque, non tutto d’un botto. Avranno bisogno di un paio d’anni per tornare ai disinfestanti più rispettosi dell’ambiente. Ma l’accordo c’è. La svolta ecologica del distretto vivaistico pistoiese può cominciare. È quanto annunciato ieri a Palazzo Strozzi Sacrati, la sede della giunta regionale, dal presidente della Regione Enrico Rossi, dell’assessora all’ambiente Federica Fratoni e dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi.

La Regione sottoscriverà un protocollo d’intesa con l’Associazione vivaisti italiani e il Distretto rurale vivaistico ornamentale al fine di attivare forme di collaborazione e di coordinamento con l’obiettivo comune di introdurre buone pratiche nelle coltivazioni vivaistiche, contribuire alla massima riduzione dell’utilizzo di prodotti fitosanitari, in particolare del glifosato, e promuovere la sostenibilità ambientale. Entro la fine del 2021 nessuna azienda vivaistica dovrà più utilizzare il diserbante glifosato. Sarà istituito un apposito tavolo di confronto, coordinato dalla Regione con l’obiettivo di condividere il quadro conoscitivo e individuare le azioni da adottare per il raggiungimento degli obiettivi del protocollo. Arpat e Asl faranno i monitoraggi nelle aziende. Nel 2015 l’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato il glifosato come probabile cancerogeno. L’Unione europea permette l’utilizzo del glifosato fino al 2022. Con la firma del protocollo la Regione Toscana anticipa la scadenza della concessione europea e, seguendo il principio di precauzione, invita le aziende a eliminare l’utilizzo del glifosato. Contemporaneamente preme sul governo italiano perché elabori una norma che lo vieti su tutto il territorio nazionale.

«Sono molto soddisfatta dell’accordo. È l’effetto Greta Thunberg. Le aziende hanno capito che la svolta ecologica è inarrestabile e che i loro investimenti in questa direzione avranno un ritorno positivo di immagine, e non solo, a livello mondiale», dice l’assessora all’ambiente Federica Fratoni. Da ricordare, infatti, che il 90 per cento della produzione vivaistica è destinata a clienti esteri.

Ma l’obiettivo della Regione è ancora più ambizioso. Non si ferma all’intesa con le imprese vivaistiche, ma guarda a tutto il territorio toscano. Afferma il presidente Rossi: «In Italia esistono già zone vocate per speciali produzioni agricole come il Conegliano Valdobbiadene che hanno deciso di eliminare questo diserbante dalle loro coltivazioni. Ebbene, noi vogliamo estendere l’eliminazione del glifosato all’intero territorio regionale. Si tratta di una scelta a favore dell’ambiente e del nostro comparto agroalimentare che deve poter contare sulla migliore qualità dei propri prodotti».

Conclude l’assessore Remaschi: «È una svolta necessaria che intendiamo sostenere anche continuando l’azione di incentivo alle produzioni biologiche. Nei prossimi mesi interverremo con un nuovo intervento nell’ambito del Psr da circa 15 milioni di euro per far salire ancora la percentuale di aziende e di terreni bio: siamo al 25% della superficie agricola convertita al biologico, contiamo di arrivare al 30%».


 

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