Il Tirreno

Pistoia

Misericordia, così batte il cuore di 500 volontari

Martina Trivigno
Misericordia, così batte il cuore di 500 volontari

La storica Confraternita di via Bonellina accoglie un gruppo unito e motivato Il direttore Fantacci: «Qui tutti noi abbiamo trovato una seconda famiglia»

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pistoia. Nei loro occhi si legge la passione. E non conta l’età e neppure la strada che li ha condotti fino a lì, a indossare quella divisa dai colori sgargianti, giallo e blu.

La Misericordia di Pistoia conta, a oggi, oltre 500 volontari. Donne e uomini di ogni età con un solo obiettivo: aiutare il prossimo. Ma – lo dicono a chiare lettere – dare significa soprattutto ricevere. Ed è così che, mentre stanno effettuando un servizio – uno dei tanti in un giorno – si sentono gratificati e arricchiti per aver messo il loro tempo al servizio degli altri.

È circondato da tanti volontari, Riccardo Fantacci, il direttore dei servizi della Misericordia di Pistoia, nella sede di via Bonellina.

«Noi portiamo avanti le opere di misericordia, quelle richieste da Gesù nel Vangelo – spiega il direttore Fantacci – Siamo sempre operativi, giorni festivi compresi. Qui tutti noi abbiamo trovato una famiglia: nascono rapporti interpersonali saldi e sinceri. E la sede della Misericordia è la nostra seconda casa».

Un’associazione storica – fondata nel lontano 1501 – che è diventata una famiglia per centinaia di volontari. E, per alcuni di loro, anche un modo compiuto per dare un senso alla loro esistenza, aiutando il prossimo. È quello che racconta Vincenzo Mariani, 80 anni. «Sono qui da dieci anni – spiega il volontario – ed entrare a far parte della Misericordia mi ha aiutato a superare un momento molto difficile della mia vita. Sapere di venire qui, tutti i giorni, e incontrare persone con cui condivido gli stessi ideali, è una gioia immensa».

E poi c’è Mario Calì, 18 anni. «Avevo sempre avuto l’intenzione di fare volontariato – racconta il giovane – ma la morte di mia nonna ha rappresentato la spinta decisiva per mettermi in gioco in prima persona. E sono felice di aver compiuto questo passo».

Anche Saluwa Chafq, 18 anni, è felice di aver intrapreso il suo cammino all’interno del mondo del volontariato. «Ho iniziato un anno fa – racconta la giovane – Ho cominciato per caso e ora sono soddisfatta. Tutto è partito dai miei studi in ambito sociale e ora eccomi qui a far parte di questo bellissimo gruppo».

D’altronde – come spiega Fantacci – sono tante le attività messe in campo dalla Misericordia di Pistoia.

«Dagli interventi sanitari e d’emergenza sul territorio – sottolinea il direttore dell’associazione – passando per le attività sociali come, ad esempio, l’assistenza domiciliare agli ammalati e pure accompagnare anziani e disabili». E poi ci sono i numerosi servizi (anche molto diversi tra loro): dal poliambulatorio al laboratorio di analisi, passando alla fisioterapia e la medicina del lavoro per concludere con il servizio di onoranze funebri e le cappelle del commiato.

«Quello dei nostri volontari – conclude Riccardo Fantacci – è un messaggio di vicinanza nei confronti dei più bisognosi e, al tempo stesso, anche d’integrazione. Sono molti, infatti, i ragazzi di nazionalità straniera che si avvicinano alla nostra associazione. Che, proprio come ogni grande famiglia, accoglie, nel suo grande abbraccio, tutti quanti. Soprattutto chi è più debole e ha bisogno di un sorriso o una parola amica. La nostra porta, qui, è sempre aperta». La squadra sale sull’ambulanza. È già tempo di andare. –

Martina Trivigno

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