Gioco
Salviamo Sebastian mascotte del paese: da adulto rischierà l’abbattimento
Il cerbiatto vive ormai fra gli esseri umani ma con la maturità è destinato a diventare aggressivo e quindi pericoloso
Sambuca. Si chiama Sebastian, settanta chili di tenerezza. E in paese tutti gli sono affezionati. Per questo la voglia di salvarlo da un destino che si prospetta incerto è tanta. Così come le probabilità che in futuro debba essere abbattuto. Il giovanissimo cerbiatto sembra infatti non aver mai vissuto nel suo habitat naturale, ma è talmente a suo agio con gli esseri umani che, probabilmente, fin dalla nascita, è cresciuto in un ambiente domestico. Ma come tutti i cervi, con la maturità sessuale è destinato a diventare aggressivo. E pericoloso.
Ci troviamo a Posola, una piccola frazione del comune di Sambuca. Da alcuni giorni, Gaia Baldini, ha lanciato un appello affinché un soggetto competente o la stessa Regione possano prendersi cura di Sebastian. Ma per ora le risposte sono state tutte negative.
A Posola non abita ormai quasi più nessuno durante l’inverno, magari un paio di anziani, ma qui in tanti hanno la seconda casa e arrivano nei fine settimana o nel periodo estivo. Sebastian gira indisturbato per il paese, come fosse un bambino. Entra nelle case, ha confidenza con l’uomo e gioca con i più piccoli. Un quadro idilliaco, se l’animale non fosse destinato a crescere.
«Una volta adulto – spiega Gaia Baldini, la giovane portavoce di questa campagna – il cervo può arrivare a pesare anche 3 quintali e sembra che con la maturità sessuale diventi aggressivo e possa fare del male all’uomo».
C’è quindi la necessità salvarlo da un futuro incerto prima che si trasformi in un pericolo per le persone. Ma per ora la ragazza ha trovato tutte porte chiuse. L’appello, che ormai ha preso il nome di “Salviamo Bambi”, lo lanciò alcuni giorni fa su una pagina facebook che si occupa di animali: “Canini&Gattini”. Gaia Baldini abita a Sesto Fiorentino ma a Posola viene spesso perché qui ha casa il fidanzato.
«Nei dintorni della nostra casa di montagna – ha scritto su Fb – è stato abbandonato questo cerbiatto. È stato probabilmente allevato in casa perché ricerca la presenza dell’uomo, avvicina tutti e non si allontana mai dal paese. È evidente che non è abituato a cavarsela da solo, e ora che lo hanno lasciato qui rischia di essere mangiato dai lupi o ucciso dai cacciatori. I primi villeggianti che lo hanno trovato hanno allertato la Forestale, ma loro intervengono solo per animali feriti. La Polizia provinciale non abbiamo capito cosa intende fare. Esiste qualche ente o associazione che si occupa di casi come questo?».
L’appello è stato letto anche nella redazione del Tgcom24 e Gaia è stata chiamata dalla testata giornalistica. E lei ha contattato anche tutti i parchi o oasi consigliati, ma senza fortuna: Sebastian non lo vuole nessuno perché è maschio, e i maschi sono problematici per tanti motivi. Inoltre avendo avuto il suo “imprinting” con un essere umano, non può stare con altri animali. Servirebbe un posto in cui potesse vivere da solo, ma pare non esista.
«Una soluzione consigliata – spiega Gaia al Tirreno – è quella di provare a caricarlo in auto e portarlo lontano dal paese, per lasciarlo nel bosco e capire se possa prendere le sue abitudini naturali. Ma è comunque difficile spostarlo e non sappiamo se è la soluzione più opportuna. Vogliamo salvarlo ma sinceramente non so più a chi rivolgermi. Grazie al vostro aiuto, lancio un appello a chiunque possa aiutarci. Il rischio di abbattimento una volta adulto è alto. Scongiuriamo questo pericolo». —
Carlo Bardini
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