«Nessun indagato fra amministratori e tecnici comunali»
La vicenda dell’ex Carbonizzo finisce in consiglio comunale Il sindaco ribadisce: l’inchiesta al momento coinvolge soltanto sei privati cittadini
MONTALE. Nessun amministratore, sindaco compreso, e nessun tecnico comunale ha ricevuto avvisi di garanzia. È questo, in sintesi, quanto riferito mercoledì sera in consiglio comunale dal primo cittadino di Montale, Ferdinando Betti, chiamato a rispondere di fronte alla “richiesta di chiarimenti in merito alle notizie apparse sulla stampa circa l’apertura di un’indagine giudiziaria sulla vicenda dell’ex Carbonizzo Tempesti di via Gramsci a Fognano e sull’area di atterraggio di via don Verità”, oggetto di un’interpellanza del gruppo di opposizione Centrodestra Unito per Montale (che aveva chiesto la convocazione della seduta straordinaria di consiglio).
L’inchiesta al centro dell’interpellanza è quella aperta dalla procura della Repubblica di Pistoia, in cui si ipotizza il reato di abuso d’ufficio. Sono sei, da quanto emerso nelle scorse settimane, le persone iscritte come atto dovuto nel registro degli indagati. Le indagini hanno portato all’inizio di ottobre gli investigatori della Squadra mobile di Pistoia a sequestrare atti di natura urbanistica – relativi in particolare al Piano operativo – nel palazzo comunale di Montale, oltre a una serie di documenti nelle abitazioni delle sei persone coinvolte.
«Le indagini sono segrete – ha spiegato Betti – e non è compito dell’amministrazione entrare nel merito. Il personale del Comune ha fornito tutti i documenti relativi al Piano operativo richiesti. Da parte nostra, oltre alla piena collaborazione, c’è la piena fiducia nell’operato della magistratura».
Su un fronte diverso, quello della giustizia amministrativa, l’attuale Piano operativo del Comune di Montale – che disciplina gli interventi di tutela, organizzazione e trasformazione del territorio – è stato oggetto del ricorso al Tar recentemente presentato dalla Meridiana immobiliare. La società aveva previsto un progetto di recupero del complesso dell’ex Carbonizzo, ma, a fronte della nuova disciplina urbanistica, ha ritenuto il piano non più sostenibile per la riduzione della superficie edificabile prevista inizialmente. —
T.A.
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