Gioco
Migranti a Vicofaro, domani si riunisce il tavolo istituzionale
L’incontro, voluto dalla Diocesi, è fissato per il pomeriggio Don Biancalani: «Basta che i ragazzi non vadano in strada»
pistoia. Il tavolo istituzionale richiesto dal vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, per affrontare l’emergenza accoglienza a Vicofaro, si riunirà già questo fine settimana. Domani, per la precisione, alle 16, 30.
La Diocesi di Pistoia fa sapere, infatti, che non è in dubbio il senso dell’attività portata avanti da don Massimo Biancalani, ma adesso c’è la necessità di regolamentare la situazione che si è creata in questi ultimi anni.
L’idea, quindi – in collaborazione con le istituzioni – è quella di creare dei piccoli gruppi di migranti in modo che siano più gestibili e, al tempo stesso, integrati con la comunità che li circonda.
Quello che la Diocesi sostiene, quindi, è che l’accoglienza non può continuare a essere portata avanti così come è stato fatto fino ad oggi. Certo, la situazione è complessa e per trovare una soluzione ci vorrà tempo. Ma il tavolo istituzionale è il primo passo per superare un’emergenza che, al tempo stesso, sta generando più di qualche malumore.
Don Biancalani, dal canto suo, ha accolto volentieri l’iniziativa.
«Il vescovo me l’aveva già preannunciato che saremmo arrivati a un tavolo istituzionale – spiega il sacerdote – e sono contento di poter contare su un’interazione per migliorare il nostro sistema d’accoglienza. Ci sarà, poi, il coinvolgimento della Regione e anche del Comune».
A preoccupare la Diocesi di Pistoia, più che altro, è l’elevato numero di persone – dichiarato in più di qualche intervista da don Biancalani – che vivono tra Vicofaro e Ramini: 250 persone, di cui molte nel matroneo della chiesa di Vicofaro.
Secondo la Diocesi, infatti, il numero degli ospiti e l’organizzazione del servizio d’accoglienza appaiono difficilmente compatibili con le caratteristiche minime di un’accoglienza dignitosa e sicura. Da qui la necessità di affrontare la questione al più presto.
«La mia speranza – conclude don Massimo Biancalani – è che le istituzioni possano darci degli strumenti per migliorare la qualità della nostra accoglienza e allargarla ad altre strutture. L’importante è che i ragazzi non siano mandati in mezzo alla strada. Quello non potrei proprio accettarlo. In nessun caso». —
Martina Trivigno
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