Il Tirreno

Pistoia

in piazza del duomo 

Gli avvocati penalisti protestano davanti al Tribunale

Gli avvocati penalisti protestano davanti al Tribunale

In scena un volantinaggio  a cura della Camera penale per informare i cittadini che la riforma della prescrizione porterà a processi senza fine

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PISTOIA. Avvocati che distribuivano volantini davanti alla sede del tribunale. È quanto hanno visto ieri mattina i passanti in piazza del Duomo, a tu per tu con i rappresentanti della Camera Penale di Pistoia contro l’imminente riforma della prescrizione. «Un processo senza fine, dannoso sia per l’imputato che per la persona offesa». Dinanzi allo spettro dell’imminente entrata in vigore della riforma (fissata al 1° gennaio), gli avvocati hanno voluto informare i cittadini sugli effetti che potrebbe produrre. Nell’ambito dell’astensione, proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 21-25 ottobre (periodo nel quale gli avvocati penalisti si astengono da ogni attività processuale), i legali pistoiesi si sono dati appuntamento davanti al Tribunale nel giorno di mercato. L’obiettivo centrale della protesta è costituito dalla modifica che prevede la sospensione del termine di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia di assoluzione, sia di condanna, con l’effetto (è scritto nel volantino) di “sottoporre una persona a un giudizio eterno”, ciò che “non è degno di uno Stato di diritto”.

«Riteniamo doveroso avvisare i cittadini che la prescrizione “congelata” dopo la sentenza di primo grado costringe anche chi è stato assolto a rimanere sotto processo per l’eternità», ha spiegato l’avvocato Giuseppe Castelli, presidente della Camera Penale. «C’è di più. Infatti, chi subirà maggiormente gli effetti di questa disastrosa riforma non sarà soltanto l’imputato, ma anche la persona offesa (e gli stessi familiari di chi sia stato vittima di gravi fatti di cronaca), i cui diritti ad ottenere giustizia e ristoro per i danni subiti saranno frustrati, costretti ad attendere decenni per una decisione definitiva. È bene che si sappia che, anche sulla base di un recentissimo rilevamento statistico, i processi sono rinviati su richiesta della difesa soltanto nel 4% dei casi e comunque, quando ciò avviene, i termini ai fini della prescrizione non decorrono, con la conseguenza che è un falso che la maturazione della prescrizione è una furbata degli avvocati».

Anche il presidente onorario della Camera Penale, l’avvocato Claudio Casciani, ha voluto commentare: «La riforma va nella direzione sbagliata, perché oltre il 60% dei processi si prescrive nel corso delle indagini preliminari e, di conseguenza, una seria riforma del processo penale andrebbe fatta ripensando al sistema nel complesso, immetten dorisorse e personale. Per noi addetti ai lavori è del tutto evidente come si tratti soltanto di propaganda politica, come testimoniato dal goffo tentativo del ministro Bonafede di giustificare la riforma, malauguratamente ribattezzata “Legge Viareggio”, con la necessità di evitare che il processo per l’incidente ferroviario del giugno 2009 finisca in prescrizione. Quello che il ministro dimentica è che, anche con la disciplina attuale, il reato di disastro ferroviario si prescrive in 25 anni, ovvero nel 2034. Si tratta pertanto di una strumentalizzazione». —



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