Lutto
“L’anno dei misteri”, il nuovo libro dello scrittore Vichi
PISTOIA. Un folto pubblico ha fatto da degna cornice all’incontro con Marco Vichi, svoltosi nel tardo pomeriggio di venerdì presso lo Spazio Soci della Coop. fi di Pistoia. La ghiotta occasione per dialogare con il noto scrittore fiorentino è stata la Festa Bibliocoop, alla quale ha preso parte anche la direttrice della Biblioteca San Giorgio, la dottoressa Maria Stella Rasetti. L’attore Marco Leporatti ha spiegato il significato dell’evento e successivamente ha presentato Marco Vichi, leggendo un racconto avente come tema il femminicidio.
Quando è prevista la pubblicazione del suo nuovo libro?
«Uscirà il 7 novembre in tutta Italia e si intitola “L’anno dei misteri”. L’anno in questione è ovviamente il 1969 ed è infarcito di molti ricordi personali ancora freschi, ma nel finale ci sarà una sorta di distacco molto doloroso. Ho un ottimo rapporto con i miei romanzi, ognuno riguarda un periodo della mia vita ed essi sono dei vecchi amici che tornano a trovarmi».
Protagonista è ancora una volta il commissario Bordelli, a che punto siamo della sua saga?
«Il libro inizia la sera di Befana, il 6 gennaio, con la serata finale di Canzonissima e il celeberrimo tormentone-sigla musicale Zum, Zum, Zum, lanciato da Mina. Poi la storia si dipana come al solito con protagonista un commissario Bordelli un po’crepuscolare».
Come mai?
«Perché nel prossimo romanzo lo manderò in pensione. Bordelli compirà 60 anni e a quei tempi – non c’era ancora stata la Fornero! – tale età consentiva la messa in quiescenza per un appartenente alla Polizia di Stato».
Sarà dunque la fine delle sue indagini? Ma perché mai?
«Chiedetevi, andando a ritroso nel tempo, dove potrebbe situarsi Bordelli. Ha già vissuto un’avventura nel periodo del ventennio, scritta a quattro mani con il mio amico Leonardo Gori e quindi ci sarà spazio per nuove storie del passato».
Bordelli sta continuando ad avere successo anche all’estero?
«Sì, e a proposito della Germania tempo fa l’editore volle farsi tradurre il significato di Bordelli dall’italiano e quando glielo dissi mi consigliò di cambiare il cognome. In quel periodo ero a Roma per conoscere il grande Andrea Camilleri, al quale chiesi un consiglio per risolvere la querelle tedesca e lui, con il suo inarrivabile senso dell’umorismo mi disse”Allora cambialo in Casini! ” ».
È vero che lei è molto legato allo Stato più povero dell’Asia, il Bangladesh?
«Sì, lo sono diventato dopo avere stretto amicizia con Alessandro Mossini fondatore dell’associazione umanitaria Filodijuta che raccoglie fondi per la costruzione di scuole e per l’assistenza ai bambini in Bangladesh. Nel mio piccolo ho già inviato a Filodijuta il denaro raccolto con la vendita di alcuni miei lavori e con il libro “Respiri e Sospiri” scritto da Paola Cannas, la mia adorata madre. In questi giorni è stata inaugurata in Bangladesh una scuola che porta il mio nome e ne sono molto orgoglioso». —
Stefano Fiori
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