Il dolore
Nessuna offerta alla prima asta ex Breda
La vendita era fissata per domani nello studio di un notaio fiorentino ma nessun imprenditore si è presentato in tempo
PISTOIA. Falsa partenza per l’area ex Breda. Nessuno ha bussato per tempo allo studio del notaio fiorentino dove domani avrebbe dovuto tenersi l’asta per la vendita in blocco, per 10 milioni, dell’intero cantiere targato Giusti per l’edilizia, fermo dal marzo 2016 a causa della crisi e poi del fallimento dell’azienda pistoiese.
Il termine per presentare le offerte scadeva venerdì, ma evidentemente gli imprenditori che in questi mesi avevano manifestato segni di interesse a subentrare nel grande intervento di recupero iniziato dalla “Giusti”, hanno preferito far passare il primo giro di cronometro. Evidentemente la speranza è che i curatori fallimentari Manuela Olastri e Silvio De Lazzer e il giudice delegato Sergio Garofalo decidano a stretto giro per un secondo bando di vendita all’asta, con un congruo sconto sul prezzo di partenza, tipicamente il 25%.
Naturalmente un taglio ai valori dei beni in vendita sarebbe una pessima notizia per le centinaia di aziende, istituti pubblici e banche che della Giusti per l’edilizia sono creditori (lo stato passivo totale dell’azienda fallita raggiunge gli 88 milioni di euro).
Ricordiamo che in vendita ci sono sostanzialmente due grandi lotti, che per il momento vengono venduti insieme. Il primo è il grande albergo di lusso, praticamente già completato, con 141 camere, solarium, centro benessere, centro congressi ed area commerciale. Per gestirlo era già pronto un gruppo internazionale come la Hilton Garden Inn. Il valore stimato è 16,5 milioni, meno i 9 milioni necessari a completare gli allestimenti, fanno i 7 milioni circa che sono la base d’asta.
L’altro grande lotto è costituito in sostanza dalle opere di completamento del recupero dell’ex fabbrica San Giorgio: due piazze, una strada centrale, negozi, uffici e alloggi (e questo è praticamente tutto da realizzare) più il gigantesco parcheggio sotterraneo da 800 posti (e questa è l’opera quasi del tutto completata).
Complessivamente, il valore teorico degli edifici meno i costi che dovrebbero essere sostenuti per completarli porta ad una cifra di 18,3 milioni di euro. Dai quali però vanno sottratti 7,5 milioni di opere di urbanizzazione che – secondo la convenzione tra Comune e Giusti – avrebbero dovuto essere passati all’ente locale (400 degli 800 parcheggi, la viabilità, gli spazi verdi eccetera). Ecco quindi il prezzo a base d’asta di 10,1 milioni di euro.
Dal Comune, per ora, nessun commento o reazione a quelle che per adesso sono comunque solo anticipazioni in attesa di conferma ufficiale. Del resto la cautela è d’obbligo ogni volta che viene affrontata una partita come quella del recupero dell’ex Breda, decisiva per l’assetto della città nei prossimi decenni. —
Fabio Calamati
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