Il Tirreno

Pistoia

LA POLEMICA 

La cameriera-robot viene bocciata dalle associazioni dei commercianti

Martina Trivigno
La cameriera-robot viene bocciata dalle associazioni dei commercianti

Confcommercio e Confesercenti vanno all’attacco «È impensabile sostituire gli uomini con le macchine»

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pistoia. La titolare del ristorante Ming Gu Sushi Restaurant di Pistoia, He Quiong Yang, ha raccontato al “Tirreno” che Budin, la cameriera-robot, ha portato una ventata d’allegria nel locale che gestisce a Porta al Borgo, insieme al marito. Peccato che l’automa non abbia per nulla fatto sorridere le associazioni di categoria pistoiesi, Confcommercio e Confesercenti. Che, anzi, ora vanno all’attacco. Quello che contestano, infatti, è «questa tecnologia esasperata che rischia di rovinare le professioni più antiche». Lo dicono senza mezzi termini Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio, e Pierluigi Lorenzini, presidente di Confesercenti.

Loro due le idee e le hanno ben chiare e dicono no a qualunque tipo di “interferenza” troppo tecnologica dentro le attività commerciali. Soprattutto i ristoranti.

«È impensabile sostituire le macchine all’uomo – spiega Tempestini – La collochiamo, dal nostro punto di vista, in una dimensione d’innovazione del settore, ma non crediamo che possa travisare il mondo della ristorazione italiana che ha, alle sue spalle, una tradizione importante». «La figura del cameriere – prosegue il direttore di Confcommercio – è una delle più importanti, all’interno di un ristorante. Un robot non può in nessun modo competere con il calore umano».

Ma non è quel che pensa la titolare del Ming Gu Sushi, sottolineando come Budin sia di fatto dotata di vita propria. E che sia tutto fuorché “fredda”. D’altronde, oltre a parlare due lingue (italiano e inglese), interagisce con i clienti seduti ai tavolini del locale. Si avvicina con i piatti di sushi sul vassoio e, a quel punto, ringrazia le persone e le saluta anche.

«Siamo arrivati alla frutta – rincara la dose il presidente di Confesercenti– e credo sia un problema reale. Se un robot prende il posto degli uomini, cosa resterà in termini di contatto umano».

«Anche perché – aggiunge Pierluigi Lorenzini – soprattutto nell’alta ristorazione, la tendenza è quella di spiegare i piatti per capire la filosofia che ci sta dietro. È fondamentale, oggi, raccontare una storia attraverso le pietanze. E soltanto un cameriere in carne e ossa può far fronte a questo tipo di servizio».

Budin, la cameriera robot, è operativa da circa due settimane. He Quiong Yang, la titolare cinese del ristorante, l’aveva vista qualche tempo fa in un locale meneghino e ha ben presto pensato di “adottare” anche lei un automa simile, mettendosi alla sua ricerca. E, dopo tanto impegno, ha trovato Budin in Cina (da lì arriva, infatti), un Paese che si affida molto al loro utilizzo nei locali pubblici. Ma a Pistoia, un “esemplare” come Budin, non può certo passare inosservato. La titolare, infatti, ha raccontato che le reazioni sono contrastanti, quando i clienti la vedono: soprattutto all’inizio i bambini hanno paura, ma poi ci parlano e la salutano.

«Nessun timore se questo resta un caso isolato – prosegue il presidente di Confesercenti – ma se diventasse la normalità sarebbe un problema: cosa ne sarebbe del buon vecchio cameriere? Quella persona che infonde fiducia e sicurezza nei suoi clienti, che li ascolta con pazienza, dando anche preziosi consigli sulla scelta dei piatti e dei vini? Cosa resterebbe della ristorazione tradizionale, un vanto per Pistoia, ma più in generale, per l’Italia intera? » .

Ma c’è pure un’altra questione che, tra l’altro, è stata sollevata ieri da Luisella Brotini, segretaria di Filcams Cgil Pistoia.

Il sunto del suo ragionamento, infatti, era stato immediato e neppure difficile da comprendere. «Se le macchine si mettono a lavorare – aveva detto al Tirreno – al tempo stesso ci sarà una persona che resta a casa».

La peggiore delle ipotesi, insomma, che però i rappresentanti delle associazioni di categoria (perlomeno in questa fase) tendono a non prendere in considerazione.

«Crediamo, infatti – concludono Tiziano Tempestini e Pierluigi Lorenzini – che questo sporadico esempio non farà la differenza in termini di numeri. Pensiamo che resti un caso isolato, o quasi. Il cameriere, proprio per la sua storicità, ha esigenze di crescita dal punto di vista della qualificazione. Non ha bisogno di essere sostituito da un robot».

Gli addetti ai lavori restano titubanti su Budin e sul suo ruolo di cameriera. Ma lei, probabilmente, continuerà a far sorridere i bambini, mentre si aggira tra i tavoli del Ming Gu Sushi Restaurant, osservandoli con i suoi grandi occhi arcobaleno. —

Martina Trivigno

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