Sicurezza
Per gli spettacoli di prosa spunta l’idea Auditorium
L’Atp sta cercando sedi alternative dove portare gli spettacoli tra due anni quando il teatro Manzoni dovrà rimanere a lungo chiuso per lavori di restauro
PISTOIA. Al via la stagione del teatro Manzoni, con tre appuntamenti fino a domenica che riflettono tre diversi filoni - contemporaneo, classico e musicale - attorno ai quali l'Associazione teatrale pistoiese articolerà la propria produzione.
Varietà anche nelle sedi degli spettacoli, che saranno il Centro Il Funaro, il piccolo teatro Bolognini e il teatro Pacini di Pescia. Tutto questo perché il teatro Manzoni, classica sede degli spettacoli di prosa, aprirà solo a novembre, a causa dei lavori per adeguarlo alla normativa antincendio.
Ma gli appassionati pistoiesi faranno bene ad abituarsi, perché il Manzoni sarà oggetto di un più impegnativo intervento di restauro tra un paio d'anni, un intervento che costringerà l’Apt a cercare palcoscenici di riserva per la prossima stagione . E tra le possibili sedi alternative per quel periodo, oltre a quelle già sperimentate, (dal teatro Pacini di Pescia al Bolognini), si guarda anche all'Auditorium di via Panconi.
«Oltre al Pacini di Pescia e al Bolognini, c'è anche l'ipotesi, al momento embrionale, di un recupero dell’Auditorium - conferma Giuseppe Gherpelli, presidente dell'Atp - che negli anni '70 ha ospitato concerti del Maggio diretti da Muti e Giulini, oppure di grandi cantautori, come Fabrizio De André. I tecnici del teatro lo ricordano come un luogo dalla felice duttilità e, durante un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi, si è rivelato avere grandi potenzialità sotto il profilo acustico».
La capienza dell'Auditorium sfiora i duemila posti, circa il doppio rispetto a quelli assicurati dal teatro Manzoni. Il suo problema è la scarsa manutenzione: un anno fa la Provincia fu costretta a chiudere la struttura (utilizzata come palestra) per motivi di sicurezza. Un suo utilizzo per l’Atp richiederà quindi degli interventi importanti.
Accanto alla stagione di prosa, dunque, sta per iniziare quella della pianificazione per il futuro del teatro Manzoni e della programmazione. «Questo teatro storico è un monumento per la città - nota Gherpelli - e ha valore di per sé. Al momento si giudica inevitabile, in seguito a perizie tecniche, un restauro conservativo generale per il quale c'è la disponibilità del Comune e della Fondazione Caripit: il progetto richiederà impegno e competenze di alto livello, e sarà poi vagliato dalla Soprintendenza». Il 2020 potrebbe essere l'anno dell'acquisizione del piano, mentre i lavori partirebbero nell'estate 2021 protraendosi per 18 mesi.
Intanto, il cartellone 2019/20 è partito. Ieri sera Gli Omini hanno debuttato al Funaro (dove rimarranno fino a domani) con “Prove di resistenza”, primo episodio del loro nuovo progetto, “Circolo popolare artico”. Domani al piccolo teatro Bolognini debutta invece “Padiglione 6” di Anton Cechov per la regia di Roberto Valerio, già protagonista lo scorso anno di “Tartufo”, che sarà in tournée da Trieste a Cagliari. «Ma stiamo già pensando a produzioni future, come quella che vedrà Federico Tiezzi rileggere, legandosi alle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante, un suo spettacolo ispirato alla Divina commedia messo in scena negli anni '80», svela il dirtettore artistico Saverio Barsanti. Stasera la stagione si sposta invece al teatro Pacini di Pescia per “L'empio punito”, dramma musicale del pistoiese Alessandro Melani che è una sorta di prima versione - un secolo prima di Mozart - del “Don Giovanni”, coprodotto con il teatro Verdi di Pisa. —
Giulia Gonfiantini
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