Sicurezza
Padova chiede l’archiviazione per le accuse a Sandro Bruschi
pistoia. È fissata per il prossimo mese di gennaio l’udienza davanti al giudice delle indagini preliminari di Padova che si occuperà del ramo patavino della vicenda Vivai Sandro Bruschi.
La procura di Padova ha indagato l’imprenditore pistoiese ipotizzando il reato di truffa ai danni dei vivaisti veneti rimasti coinvolti nell’avventura padovana di Bruschi, l’acquisizione, otto anni fa, di un grande vivaio della zona e il tentativo di svilupparne l’attività, tentativo poi fallito a causa della più generale crisi che ha travolto la Vivai Sandro Bruschi.
Ma al termine delle indagini, la procura della Repubblica di Padova ha deciso di presentare una richiesta di archiviazione, che ovviamente non trova concordi gli imprenditori veneti, i quali si ritengono gravemente danneggiati dalla vicenda. Spetterà quindi al giudice pronunciare una parola finale sulla vicenda, accogliendo o meno la richiesta di archiviazione della procura.
A tentare lo sbarco in Veneto non fi direttamente l’azienda principale di Sandro Bruschi, ma una srl creata nel 2011, la “Agropiante società agricola a responsabilità limitata”. Sede a Pistoia, il capitale sociale dell’azienda era per il 51% in mano allo stesso Sandro Bruschi, per il resto a due altri imprenditori locali. Inizialmente uno di loro svolse il ruolo di amministratore unico, poi passato a Bruschi dal 2015.
La “Agropiante” aprì la sua unica sede operativa a Saonara, in provincia di Padova, rilevando un grosso vivaio della zona e individuando alcuni fornitori locali per far riprendere al meglio l’attività alla neoacquisita azienda. Ma dopo i primi due anni – come hanno raccontato al settimanale “Giornale di Pistoia” alcuni vivaisti veneti coinvolti nella vicenda – le cose si misero male e le richieste di pagamento dirette al vivaista pistoiese rimasero inevase. Erano gli effetti della più pesante crisi finanziaria che di lì a poco avrebbe travolto la Vivai Sandro Bruschi. Dopo diversi tentativi di trovare un accordo, i vivaisti patavini decisero di rivolgersi ai magistrati con un esposto, che la procura di Pistoia trasmise a quella di Padova per competenza territoriale. —
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