Sicurezza
Sant’Andrea, non spaventa l’ingresso a pagamento
Nella chiesa presenze superiori alla media nel primo giorno con il biglietto «Soprattutto all’estero sono abituati a pagare per ammirare luoghi del genere»
PISTOIA. Gruppi di turisti, in prevalenza provenienti dall’estero, e nessuna lamentela per l’introduzione del biglietto. Ieri, nel primo giorno di ingresso a pagamento, sono stati oltre 70 gli accessi alla chiesa di Sant’Andrea per ammirare da vicino il celebre pulpito di Giovanni Pisano.
Un numero di visitatori leggermente superiore alla media giornaliera registrata da settembre, quando i volontari della parrocchia hanno iniziato a monitorare gli ingressi alla pieve in vista dell’introduzione del biglietto.
«I primi riscontri sono positivi – osserva Silvia Gualandi, volontaria della parrocchia ed esperta di storia dell’arte, che ieri ha accolto i primi visitatori paganti – I turisti, soprattutto all’estero, sono abituati pagare per ammirare luoghi del genere. E il pulpito di Giovanni Pisano è una delle opere più conosciute e studiate nell’ambito dell’arte medievale».
Il prezzo del biglietto, d’altronde, è simbolico o quasi: 2,50 euro l’intero, 2 il ridotto, gratuito per i residenti nel comune di Pistoia, per le persone disabili con un accompagnatore, per i religiosi, i sacerdoti, le guide turistiche, i giornalisti e gli accompagnatori di gruppi (uno ogni 10 persone).
Le entrate derivanti dalle visite verranno destinate alle spese di mantenimento, a quelle per eventuali restauri e a far conoscere la chiesa a un numero sempre maggiore di persone.
«Si tratta di una sperimentazione – spiega Silvia Gualandi – Per il futuro stiamo pensando di proporre pacchetti per i visitatori, di incrementare la comunicazione e promuovere progetti di divulgazione».
Ma l’introduzione dell’ingresso a pagamento sarà utile anche per garantire la vigilanza costante in un luogo che deve essere preservato: attraverso il sistema di videosorveglianza attivo nella chiesa, erano infatti stati rilevati in passato episodi spiacevoli, tra cui il furto del tappeto posizionato di fronte all’altare e di alcune cassette con le offerte.
A gestire l’introduzione dell’ingresso a pagamento nella pieve, risalente all’Alto medioevo, insieme alla Parrocchia di Sant’Andrea c’è la Fondazione Sant’Atto, braccio operativo della Diocesi di Pistoia. «Quello dell’introduzione del biglietto e di una maggiore vigilanza – fanno sapere dalla Fondazione – rappresenta un passaggio che non era più rimandabile».
Un progetto pilota, quello partito ieri, che in futuro potrebbe essere esteso ad altre chiese del centro cittadino, come San Giovanni Fuorcivitas, che conservano al loro interno opere di valore e che hanno bisogno di essere sorvegliate e tutelate da furti e atti di vandalismo. La Fondazione Sant’Atto, intanto, sta pensando a un piano per formare volontari e operatori in grado di trasmettere sia conoscenze sul piano storico e artistico, che di assistere i visitatori interessati agli aspetti spirituali delle opere e dei luoghi. L’estensione del biglietto d’ingresso ad altri luoghi sacri, oltre ad aiutare le parrocchie nel mantenimento delle strutture, consentirebbe alla Fondazione di destinare gli eventuali proventi a progetti di inclusione e di solidarietà. —
Tommaso Artioli
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