La nipote Benedetta «Erano come due anime in un unico nocciolo Due persone perbene»
Ledo Scartabelli e Gisella Bucci sono morti uno accanto all’altra così come avevano sempre vissuto, legati da un amore profondo
Il ricordo
Sono morti insieme, uno a fianco dell’altra. Così come avevano sempre vissuto, mano nella mano. Legati da un amore profondo, antico. Ma giovane allo stesso tempo, e fatto di piccoli gesti quotidiani come il passeggiare fianco a fianco per le strade di Villa di Baggio, e le continue attenzioni di lei nei confronti del marito nell’aggiustargli il colletto della camicia, sempre un po’storto.
Ledo Scartabelli, 85 anni, e Gisella Bucci, di cinque anni più giovane, si erano conosciuti poco più che ventenni, e subito avevano deciso di sposarsi e di rimanere a vivere in quel paesino arroccato nel cuore della Valle delle Buri.
Quello stesso borgo dove dalla tarda serata di martedì sera – quando i loro corpi senza vita sono stati ritrovati in un dirupo nei boschi che circondano la strada Baggio-Poggione, a qualche decina di metri dalla curva in località Pratopiano – i compaesani piangono la loro morte improvvisa, stringendosi intorno alla figlia Stefania, il genero Fausto e i nipoti, Emanuele e Francesco.
I due coniugi erano usciti la mattina presto, a bordo delle loro Panda, per andare a cercare funghi. La grande passione di Ledo. E la moglie Gisella, come in altre occasioni, aveva voluto accompagnarlo.
«Non aveva voluto lasciarlo andare da solo – racconta la nipote dei due coniugi, Benedetta Bucci, che vive nello stesso paese degli zii – Erano due anime in un nocciolo. Due persone per bene, che si amavano come il primo giorno, nonostante il passare degli anni. È una tragedia. Siamo sconvolti e tristi. Tutto il paese lo è».
«Sono sempre stati parte di questa comunità – prosegue, commossa, Benedetta – che li ha accolti con grande affetto».
E come in una grande famiglia, ora è l’intero paese e la Valle delle Buri che li piange. «I miei zii – ricorda Benedetta – erano due persone dal cuore grande. Per me, come dei secondi genitori. Hanno sempre pensato prima agli altri che a loro stessi. Si facevano in quattro quando qualcuno aveva bisogno, ed erano un punto di riferimento. Addirittura, quando qualcuno del paese veniva ricoverato all’ospedale, loro erano i primi a partire con il pentolino del brodo da portargli. Insomma, da questi piccoli gesti si capisce di che pasta erano fatti».
Amanti della montagna e delle passeggiate al fresco, Ledo e Gisella avevano tra le loro mete preferite le Dolomiti.
Un luogo in cui hanno trascorso tante vacanze felici in compagnia della famiglia.
«I monti erano la loro grande passione – conferma Benedetta Bucci – Per questo si recavano spesso nella loro casina sopra Badia a Taona».
Quella stessa casa che avrebbero dovuto raggiungere per il pranzo di martedì scorso, ma dove, per un tragico incidente, non sono mai arrivati. Perché quella stessa strada, percorsa mille volte, e conosciuta a menadito gli è stata fatale.
Dalle prime ore della scomparsa di marito e moglie, l’intero paese si è stretto intorno alla famiglia, nella speranza che ci fosse un lieto fine e i due fossero ritrovati.
«Ci abbiamo sperato fino all’ultimo – prosegue la nipote dei coniugi – Ma purtroppo, in tarda serata, è arrivata la conferma della tragedia. L’unica cosa che allevia un po’ il dolore della nostra famiglia è il pensiero che siano morti insieme, nello stesso momento. Vicini come hanno sempre vissuto. Sono convinta che se ne fosse andato solo uno, l’altro non sarebbe sopravvissuto al dolore». –
Valentina Vettori
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