Il Tirreno

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Autismo, uniscono le forze Agrabah e Fondazione Turati

Le due Onlus daranno via ad una Fondazione per assistere giovani e adulti e intanto organizzano insieme un convegno venerdì a villa Cappugi

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PISTOIA. Dall'unione di due Onlus (organizzazioni senza scopo di lucro) pistoiesi nascerà una fondazione dedicata ai disturbi dello spettro autistico. A sommare le proprie forze sono l'associazione Agrabah, che ha due strutture per l'autismo, e la Fondazione Turati, da oltre 50 anni impegnata nella cura e nell'assistenza, presente nel Pistoiese con alcuni centri - tra cui il centro socio-sanitario di Gavinana - e con sedi anche fuori regione.

L'iniziativa prende forma dalla collaborazione avviata recentemente dalle due realtà, grazie alla quale è stato promosso il convegno «Disturbi di spettro autistico e transizioni nel ciclo di vita. Ricerca, modelli di intervento ed esperienze toscane», in programma a villa Cappugi venerdì prossimo a partire dalle 9.

Ieri l'iniziativa è stata presentata da Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Turati, affiancato dal direttore generale, Maurizio De Scalzi, e da Giancarlo Magni del comitato direttivo, il quale peraltro guiderà il nuovo ente, nonché da Alvaro Gaggioli e Rossella Nausanti, rispettivamente presidente e vicepresidente di Agrabah.

«Da questo incontro scaturiranno continuità e garanzia per lo sviluppo futuro, in modo da poter legare alle strutture anche l'attività relativa alla legge del 'dopo di noi'», ha detto Cariglia. «La nuova fondazione è un progetto per il futuro, una scommessa di qualità nella quale vogliamo investire», ha aggiunto Magni.

L'autismo, oggi, è un disturbo ancora poco conosciuto: il nuovo ente perciò si propone di promuovere la ricerca e il comitato scientifico della Turati sosterrà, in particolare, il lavoro di un ricercatore. L'intento è anche organizzare al meglio la gestione delle strutture di Agrabah, con una speciale attenzione all'impostazione delle politiche legate al “dopo di noi”, ossia alla legge sui diritti delle persone con disabilità grave rimaste prive del sostegno familiare.

Attualmente l'associazione ha due centri: il primo, dedicato all'età evolutativa, a Santomato, mentre la farm community Casa di Gello è dedicata all'età adulta. Nata nel 2002 da un gruppo pionieristico di genitori, Agrabah avrà grazie a questa operazione una maggiore solidità. «Anni fa, non trovando sul territorio i servizi di cui avevamo bisogno per i nostri figli, decidemmo di autotassarci (per 25 milioni di vecchie lire a famiglia) - racconta Gaggioli - per creare una struttura. Per noi questa unione è ora una garanzia, anche perché l'impegno sostenuto finora per molti non è più sostenibile».

Il primo impegno della fondazione per l'autismo sarà l'accreditamento e il convenzionamento della comunità alloggio protetta - volta a supportare un primo distacco dalla famiglia - della Casa di Gello.

«Vent'anni fa era evidente che, se i genitori non avessero fatto pressione, l'autismo nell'adulto non sarebbe stato considerato una patologia, mentre oggi conosciamo meglio questo disturbo e sappiamo che comprende aspetti diversi. Serve perciò un modello che possa rispondere a diverse necessità», afferma Alessandro Scarafuggi, responsabile del progetto insieme al neuropsichiatra Michele Boschetto. «È importante unire le conoscenze delle famiglie alle competenze tecniche - nota quest'ultimo - e anche il convegno di venerdì è suddiviso in due parti proprio allo scopo di affiancare i paradigmi scientifici alle esperienze dirette della nostra regione». —

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