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Don Biancalani: «Un leghista mi ha scritto, vuole incontrarmi»

Martina Trivigno

Dopo i volantini offensivi lasciati davanti alla chiesa, il parroco racconta di aver  ricevuto tanti messaggi di solidarietà. Pochi da Pistoia

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pistoia. Il giorno dopo il ritrovamento, davanti alla chiesa di Vicofaro, di volantini offensivi nei confronti di don Massimo Biancalani, l’ondata di solidarietà verso il parroco che, tra Vicofaro e Ramini ospita 250 migranti, non si è placata. Anzi. Ed è lo stesso sacerdote a confermarlo.

«Ho ricevuto centinaia di messaggi, forse anche di più – spiega – arrivati da ogni parte. Mi ha contattato anche un esponente della Lega (il sacerdote non dice chi è, ndr). Mi ha chiesto di incontrarci, nei prossimi giorni. Ho accettato di buon grado. D’altronde è questo il messaggio che porto avanti: l’accoglienza. Anche quando le persone che incontriamo sul nostro cammino incarnano, idealmente, posizioni diverse dalle nostre».

Ma se don Biancalani si dice aperto al confronto, le offese, quelle no, non può proprio accettarle.

«Sono molto amareggiato – ha scritto il sacerdote su Facebook, pubblicando le foto dei volantini – non tanto per questo gesto, sicuramente frutto di una mente malata e perversa... ma dei pesantissimi silenzi che ci circondano: non una chiamata, non un messaggio... niente di niente a Pistoia».

E, neppure il giorno dopo, qualcuno si è fatto avanti dal territorio pistoiese, tiene a precisare il parroco di Vicofaro.

«Qualche associazione mi ha fatto sapere di essermi vicina – racconta don Biancalani – ed è venuta a trovarmi Simona Querci, esponente del Partito democratico provinciale. E poi c’è stato un bel messaggio dell’associazione “È viva”, che ha pubblicato sulla mia pagina Facebook. Insomma, qualcosa si è mosso. Ma il nostro ambiente, quello pistoiese, ancora latita».

E i parrocchiani? «Qualcuno di loro si è fatto sentire – sottolinea il sacerdote – e rinnovo a loro, così come a tutte le altre persone, l’invito a venire a trovarci e a conoscere il progetto d’accoglienza che portiamo avanti qui, a Vicofaro. Senza paura né pregiudizi».

Sì perché secondo quanto spiegato dal parroco, da quando il matroneo della chiesa di Santa Maria Maggiore è stato trasformato in un centro d’accoglienza (con una sessantina di giacigli “vista navata centrale”, in molti hanno preso le distanze, migrando in parrocchie vicine.

«Siamo aperti anche alle critiche – conclude don Massimo Biancalani – L’importante è che le persone vengano a conoscerci. E che il confronto sia diretto e leale. Senza offese né mancanze di rispetto. Quelle no, anche con tutta la buona volontà, non possiamo proprio accettarle. E anche il silenzio, da parte dei della nostra città, appare davvero pesante e insopportabile». –

Martina Trivigno

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