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Pistoia

basket in lutto 

Capecchi, il massaggiatore re dello spogliatoio

Elisa Pacini
Capecchi, il massaggiatore re dello spogliatoio

Se n’è andato a 84 anni uno degli artefici dell’entusiasmante ascesa dell’Olimpia dalla C1 alla serie A2 nel 1987

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pistoia. Ufficialmente era il massaggiatore ma in realtà Roberto Capecchi, scomparso ieri all’età di 84 anni (ne avrebbe compiuti 85 il prossimo 14 dicembre), per l’Olimpia Maltinti è stato molto di più. Dagli ex giocatori ai tifosi di quella lunga ed entusiasmante ascesa che dalla C1 portò l’Olimpia alla serie A2 nel 1987, conquistando il cuore dei pistoiesi, il ricordo di “Robertone” (stesso soprannome del suo grande amico Roberto Maltinti) è soprattutto quello del “capoclan”, dell’uomo spogliatoio, che emanava positività. Perché Capecchi, pilastro di quel clan di pionieri che dagli anni ’70 in poi trasformò la pallacanestro cittadina da passione di pochi a fenomeno di massa, era un aggregante, uno che “faceva gruppo” in maniera naturale. A suon di battute, sorrisi, magari intorno ad una tavolata in una delle serate organizzate da lui dopo gli allenamenti. Una vita, la sua, all’insegna della passione per lo sport.

Aveva praticato l’atletica leggera fin da giovane e vi era sempre rimasto legato. Massaggiatore e fisioterapista dell’Hotel La Pace a Montecatini negli anni d’oro delle terme, in cui la cittadina della Valdinievole era un punto di riferimento per i ritiri e gli allenamenti di tanti sportivi, aveva iniziato a collaborare con i biancorossi dell’Olimpia nella stagione ’74-’75 per poi diventare massaggiatore ufficiale a partire dal 1978. Seguendo da protagonista, prendendosi cura dei muscoli di quei ragazzoni in maglia Maltinti, la scalata che portò la squadra pistoiese con 700 tifosi al seguito ad espugnare Arese quell’indimenticabile 3 maggio 1987. Un giorno in cui Pistoia faceva l’ingresso tra i grandi della palla a spicchi, conquistando l’A2 salutata qualche mese dopo con l’arrivo di due pezzi da novanta come Joe Bryant e Leon Douglas, due fenomeni da doppia fissa, che mandarono alle stelle quell’adrenalina da parquet scoppiata in città con l’impresa della squadra di un altro simbolo indimenticato come coach Nicola Salerni.

Il Pistoia Basket si è unito al cordoglio per la scomparsa di Roberto Capecchi con un affettuoso comunicato in cui si ricorda “la professionalità e il carisma di “Robertone”, stringendosi intorno ai figli Andrea (altro baskettaro incallito nelle vesti di allenatore, in passato anche delle giovanili del Pistoia Basket e per tante realtà della zona) e Annalisa.

I funerali saranno celebrati oggi alle 14 nella chiesa di San Bartolomeo a Pistoia. —

Elisa Pacini

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