Sicurezza
Bus troppo affollati, la rabbia dei pendolari
Il direttore del Copit: «Mercoledì l’incontro del gruppo tecnico territoriale della provincia. Il tema è all’ordine del giorno»
pistoia. «Mia figlia, per l’ennesima volta, è tornata a casa perché ieri mattina il pullman delle 7, così come quelli successivi, non si è fermato, lasciando a terra decine di studenti».
È lo sfogo di una madre, questo, a cui se ne aggiungono tanti altri. Il motivo? I mezzi della linea BluBus che oltrepassano le fermata perché troppo carichi di studenti. Una situazione comune, purtroppo, in tutta la provincia di Pistoia. E a cui, perlomeno per il momento, non sembrano esserci soluzioni. Come spiega Kevin Sichi, direttore del Copit.
«Sono tanti i reclami che arrivano, ogni giorno – sottolinea – ma vogliamo ricordare che il servizio non può essere potenziato, se l’ente proprietario, la Regione, non lo stabilisce. Facciamo quello che possiamo, con le risorse che abbiamo».
Ma intanto il problema continua a sussistere. E la rabbia dei pendolari cresce.
Sì perché – dice chi il pullman lo prende spesso – a fronte di un biglietto o un abbonamento pagato, il servizio lascia i più perplessi.
«È una situazione insostenibile – scrive un altro genitore – Abbiamo pagato l’abbonamento e, alla fine, dobbiamo accompagnare noi i nostri figli a scuola. Ho chiamato il gestore del servizio più volte, ma mi hanno detto di inviare una mail alla Provincia».
«La mia domanda – prosegue il genitore – è una soltanto: perché ci fanno acquistare gli abbonamenti se poi i nostri figli restano a piedi? » .
“Mercoledì prossimo – aggiunge Sichi – si riunirà il gruppo tecnico territoriale della provincia di Pistoia, a cui parteciperanno tre membri degli enti (Comune, Provincia di Pistoia e Regione) e tre dell’azienda che gestisce il servizio di trasporto. Questo dei bus troppo affollati è uno dei temi principali all’ordine del giorno. Durante l’incontro, saranno prese in esame alcune valutazioni. Tra queste, l’eventuale modifica di alcuni percorsi».
Un problema, insomma, la cui risoluzione non sembra essere vicina.
«Oltretutto – aggiunge Kevin Sichi – c’è un contenzioso in atto sulla gara regionale per il trasporto pubblico. Stiamo aspettando la risposta del Consiglio di Stato. Ma per noi, ad oggi, i contratti scadono il 31 dicembre prossimo. In questo modo abbiamo soltanto due mesi di lavoro, davanti».
Ma anche se la situazione dovesse sbloccarsi, non è prevista una soluzione a breve. E questo non fa che complicare la vita quotidiana delle famiglie, costrette a fronteggiare l’odissea che i figli affrontano.
«Siamo stanchi – conclude un’altra madre – di dover fare i conti con i disguidi che si verificano, di continuo. E di ascoltare le ragioni di tutti. Intanto noi dobbiamo prendere permessi, a lavoro, per accompagnare i nostri figli a scuola. Quando già abbiamo pagato un abbonamento. Ora basta». —
Martina Trivigno
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