Gioco
Al via l’indagine sull’acqua di pozzi privati per cercare la causa dei troppi tumori rari
E’ pronto anche il gruppo di lavoro del progetto indipendente per valutare lo stato di salute di chi abita vicino ai vivai
CASALGUIDI. L’indagine epidemiologica è quasi conclusa, ma ora comincia un’altra fase (non meno impegnativa della precedente) per il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Centro: quella di scandagliare, uno per uno (o perlomeno quelli ritenuti maggiormente contaminati), i pozzi privati nel territorio di Casalguidi, per cercare le cause del picco di tumori rari che si è registrato negli ultimi cinque anni. . Un percorso che coinvolge il Genio civile, le famiglie nel cui terreno si trovano i pozzi e ovviamente l’Asl che eseguirà i controlli.
«Abbiamo quasi terminato le interviste alle famiglie di cui un membro è stato colpito da sarcoma – spiega il dottor Francesco Cipriani, direttore dell’Unità funzionale epidemiologica dell’Asl Toscana Centro – e ora ci concentremo sull’acqua dei pozzi privati. Vogliamo andare a fondo di questa storia per dare alla popolazione più certezze possibili».
«Una volta fatto il punto con il Genio civile – prosegue il dottor Cipriani – e avvisata l’Azienda sanitaria per i carichi economici di questa ulteriore fase dell’indagine epidemiologica, prenderemo accordi con le famiglie per campionare l’acqua. E, a quel punto, dovremo attendere l’esito delle analisi».
Ma c’è anche un’altra indagine che comincerà a breve. Un progetto indipendente – finanziato da Regione Toscana e Asl – e presentato un anno fa per valutare lo stato di salute di chi abita nelle aree vicino ai vivai.
«Non c’è nessuna correlazione, ad oggi – spiega il dottor Cipriani – tra i pesticidi e il picco di tumori rari. Ma noi abbiamo il dovere di dare delle risposte ai cittadini. E se anche nel breve periodo non troveremo delle risposte certe, almeno saremo in grado di escludere alcuni fattori».
«I dati generali, per il momento – prosegue il direttore dell’Unità funzionale epidemiologica dell’Asl Toscana Centro – sono incoraggianti e non farebbero pensare a un collegamento. Ma in questo modo restringeremo il campo per comprendere se le sostanze usate nei vivai possano avere qualche riscontro sui cittadini che abitano nei paraggi».
«Questo progetto, che avrà una durata triennale – sottolinea Cipriani – darà la possibilità di rispondere a una richiesta che arriva da una fetta importante della popolazione. E finalmente, al termine dello studio, saremo in grado di saperne qualcosa di più».
E i cittadini potranno seguire, passo dopo passo, gli sviluppi dell’indagine.
«Ci sarà un sito internet – conclude il dottor Cipriani – dove aggiorneremo, di volta in volta, i risultati delle analisi. Il gruppo di lavoro è già stato formato ed è pronto a scendere in campo».
Un’ulteriore indagine insomma che, sommata a quella sull’acqua dei pozzi, potrà gettare una nuova luce sui tanti dubbi della popolazione di Casalguidi. Emersi, con tutta la loro forza, durante l’assemblea di giovedì scorso.
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