Il Tirreno

Pistoia

la ricerca 

Cloruro di vinile, monitoraggio nell’area già contaminata

M. T.

L’Arpat avvierà nuovi studi nella zona di via del Redolone per capire se sia aumentata la quantità della sostanza che è cancerogena

2 MINUTI DI LETTURA





casalguidi. Ci sarà un’indagine parallela, rispetto a quella epidemiologica portata avanti dall’Asl Toscana Centro sui pozzi privati. E anche se riguarderà sempre l’acqua, l’obiettivo dell’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana sarà la ricerca del cloruro di vinile, sostanza chimica e cancerogena, nel territorio di Casalguidi.

Della sua presenza – come spiegato da Andrea Poggi, direttore tecnico di Arpat, durante l’assemblea organizzata dal Comune, giovedì scorso – l’Agenzia regionale e l’Asl ne sono a conoscenza da una decina d’anni. Ma il prossimo passo, ora, è accertarsi che il cloruro di vinile non si sia ulteriormente esteso.

«Il monitoraggio ambientale regionale svolto da Arpat delle acque sotterranee sulla stazione nella zona del Redolone, in località Ponte Stella a Serravalle – aveva spiegato il dottor Poggi – ha evidenziato in passato frequenti superamenti delle concentrazioni di soglia di contaminazione da cloruro di vinile e dicloroetilene».

«Per questo motivo, nel mese di dicembre 2018 – prosegue – l’Arpat ha effettuato campionamenti di acqua da pozzi presenti nella zona di via del Redolone per stabilire se la contaminazione da cloruro di vinile e dicloroetilene fosse presente anche in altri pozzi di quella zona. E i pozzi individuati per l’indagine sono stati caratterizzati in termini di profondità e sono denominati con lettere o numeri che fanno riferimento alla planimetria dei campionamenti».

«La contaminazione è presente all’interno della falda superiore, collocata a 20-30 metri dal piano di campagna – ha spiegato il direttore tecnico di Arpat – e questa appare protetta dalla superficie del suolo. La contaminazione dell’acquifero più profondo (collocato tra 40 e 70 metri dal piano di campagna) al momento pare attribuibile all’effetto di miscelazione delle due falde prodotto da alcuni dei pozzi presenti nella zona».

L’area contaminata, insomma, era stata già a suo tempo circoscritta. Ma ora l’Agenzia regionale per la protezione ambientale per la Toscana vuole vederci ancora più chiaro. E per farlo, eseguirà dei controlli sull’area a margine di quella già delineata sulla base dei campionamenti effettuati: da qui, dunque, la realizzazione di una mappa che specifica, in maniera abbastanza definita, l’andamento delle concentrazioni di cloruro di vinile nella zona di via del Redolone.

«I confini dell’area – conclude Arpat – dovranno essere monitorati per valutare l’evoluzione del fenomeno, anche in conseguenza delle variazioni stagionali degli acquiferi, e dovranno essere svolte con urgenza le verifiche sulla presenza di pozzi miscelanti tra le due falde». –

M. T.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web