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La Meridiana ricorre al Tar contro il piano operativo

Tommaso Artioli
La Meridiana ricorre al Tar contro il piano operativo

La vicenda dell’ex Carbonizzo diventa materia di un giudizio amministrativo Tutto ruota intorno alla riduzione della superficie edificabile prevista all’inizio

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MONTALE. È stato presentato nei giorni scorsi il ricorso al Tar della Toscana con cui la società Meridiana immobiliare impugna il piano operativo del Comune di Montale. Al centro del ricorso c’è la parte dello strumento urbanistico comunale (adottato nella primavera del 2018) che disciplina il recupero dell’area posta al lato di via Gramsci a Fognano, nota come “Ex Carbonizzo Tempesti”, di cui la Meridiana è proprietaria dal 2003.

Una superficie, quella dell’ex Carbonizzo, per la quale l’immobiliare presieduta da Mario Paolacci aveva previsto un piano di recupero, ma che, a fronte della nuova disciplina urbanistica, spiega l’avvocato Marco Baldassarri, legale della Meridiana, è divenuto economicamente non più sostenibile per la riduzione della superficie edificabile prevista inizialmente sull’area.

«Tra i profili di illegittimità rilevati da parte nostra nel Piano operativo del Comune di Montale – chiarisce Baldassarri – c’è il passaggio da agricola a edificabile della vicina area di via Don Verità. Area in cui un terreno, poco prima dell’adozione del Piano operativo, è stato oggetto di compravendita».

«È di circa 2.100 metri quadrati – prosegue il legale – la superficie resa edificabile in via Don Verità con il nuovo Piano operativo del Comune di Montale, che ha ridotto quella dell’ex Carbonizzo agli attuali 3.800 metri quadrati, rispetto ai circa 6.400 previsti inizialmente».

Un piano di recupero, quello preventivato dalla Meridiana per il complesso dell’ex Carbonizzo, che, proprio in seguito alla riduzione delle superfici edificabili, non è più ritenuto realizzabile dalla proprietà.

«Per la Meridiana – osserva l’avvocato Baldassarri – il recupero sarebbe stato fattibile anche considerando la decurtazione dell’area edificabile prevista fino alla vigilia dell’adozione del nuovo Piano operativo. La riduzione che poi è stata effettivamente stabilita con il Piano operativo produce sia un danno economico per la Meridiana che un danno per la collettività, derivante dal mancato recupero di un’area come quella dell’ex Carbonizzo che avrebbe comportato, tra l’altro, la conservazione di elementi di archeologia industriale».

Questo per quanto riguarda il ricorso al Tar promosso dalla società immobiliare. Su un altro fronte, quello del consiglio comunale, la vicenda dell’ex Carbonizzo di Fognano si appresta a registrare ulteriori sviluppi. Il gruppo di opposizione Centrodestra per Montale, che nelle scorse settimane aveva presentato un’interpellanza sulla questione, ha protocollato la richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario.

L’ordine del giorno chiesto per la seduta (la cui data non è ancora stata fissata) riguarda principalmente due punti: la replica del gruppo di centrodestra alla risposta fornita all’interpellanza nel consiglio comunale del 16 settembre dal sindaco Ferdinando Betti e la richiesta di informazioni sull’indagine recentemente aperta dalla procura della Repubblica di Pistoia proprio in merito alla vicenda dell’ex Carbonizzo. Indagine in cui si ipotizza il reato di abuso d’ufficio e che vede al momento sei persone iscritte come atto dovuto nel registro degli indagati, nell’ambito della quale la scorsa settimana sono stati sequestrati documenti sia nel palazzo comunale di Montale, che nelle abitazioni delle sei persone persone coinvolte (tutti privati cittadini). –

Tommaso Artioli

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