Italia
Droga ordinata sul web e pagata con i Bitcoin
PISA. È cominciato ieri mattina il processo per fare luce sulle responsabilità degli indagati coinvolti nell’inchiesta “Big Tasty”, su un giro di droghe ordinate sul web, spedite per posta e pagate in Bitcoin. Un commercio interrotto dai carabinieri del nucleo investigativo, nell’estate del 2018, con sette arresti. Dalla vicenda giudiziaria nei mesi scorsi, davanti al gup Donato D’Auria, sono usciti definendo le loro posizioni con rito abbreviato Emanuele Malgrati, 44 anni, esperto informatico, di Casciana Terme (7 anni e 8 mesi) e la sua compagna, Eva Lukolic, 25 anni, anche lei di Casciana Terme (6 anni e 9 mesi).
Per gli altri imputati il processo è iniziato ieri anche se è stato aperto e subito rinviato al 10 marzo 2021, dopo l’ammissione delle prove e dopo che è stato nominato il perito che prenderà in esame le intercettazioni. A giudizio sono Andrea Balestri, 33 anni, di San Giuliano Terme; Luca Sarlo, 38 anni, di Navacchio; Alessandro Rapinesi, 38 anni, di Pistoia; Alessio Collini, 46 anni, di Pievepelago; Pietro Villani, 38 anni, di Cascina; Andrea Angelini, 49 anni, di Pistoia; Mugalu Badru Luzinda, 28 anni di Ancona; Ilaria Giannoni, 40 anni, di Pistoia.
Secondo l’accusa, la tecnica utilizzata dal gruppo era quella di muoversi nel deep web per reperire ogni tipo di droga, ma soprattutto i semi di canapa indiana. Trovato il contatto veniva commissionato l’ordine. E poi gestita la spedizione.
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