Toscana
IL PARTIGIANO SILVANO FEDI E LA NOSTALGIA DEL FUTURO
Silvano Fedi apparteneva alla gioventù che sacrificò se stessa per uscire dall’incubo della guerra, sconfiggere il totalitarismo fascista e costruire la democrazia in questo Paese. Quella gioventù mossa dalla nostalgia del futuro, per citare Vittorio Foa.
Studente di ingegneria, a 23 anni, Fedi fondò le Squadre Franche Libertarie e partecipò alla Resistenza. Morì il 29 luglio del 1944 ucciso in un’imboscata di militari tedeschi.
Questa è la storia. È dunque da guardare con favore l’iniziativa dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) che vuole chiedere al Comune di dichiarare Fedi “cittadino illustre di Pistoia”.
L’Anpi sta organizzando una raccolta di firme a cui “Il Tirreno” darà sostegno lanciandone una analoga nei prossimi giorni sul sito web. Firme che poi l’Anpi consegnerà al sindaco, nella speranza che la richiesta venga accolta.
Mesi fa il collega giornalista Tiziano Carradori, riferendosi alle polemiche sul 25 Aprile a Pistoia, scrisse su Facebook: «Il mio sindaco la parola partigiani non riesce a pronunciarla».
Ecco, l’iniziativa dell’Anpi può dare ad Alessandro Tomasi (FdI) l’opportunità di pronunciarla quella parola, dimostrando che c’è ancora la speranza d’avere una destra non nostalgica, non populista, ma liberal-conservatrice e moderna. —
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