Sicurezza
Ex Carbonizzo, la Procura indaga sei persone
Non sono coinvolti né amministratori né dipendenti pubblici. Sequestrati in Comune documenti relativi al Piano operativo
MONTALE. Blitz dei poliziotti della Squadra mobile di Pistoia, mercoledì scorso, nel palazzo comunale di Montale, dove sono stati sequestrati una serie di atti relativi al Piano operativo. I documenti che riguardano lo strumento urbanistico del Comune sono stati sequestrati nel corso della mattinata, quando era presente anche il sindaco Ferdinando Betti. L’operazione è relativa al fascicolo, di cui è titolare il sostituto procuratore Leonardo De Gaudio, aperto dalla procura di Pistoia sulla vicenda dell’Ex Carbonizzo Tempesti di Fognano. Nell’ambito dell’inchiesta, in cui si ipotizza il reato di abuso d’ufficio, mercoledì sono anche stati sequestrati documenti nelle abitazioni delle sei persone che risultano (come atto dovuto) al momento iscritte nel registro degli indagati e tra le quali non figurano né amministratori né dipendenti pubblici.
Era in Comune durante il sequestro di documenti, mercoledì mattina, il primo cittadino di Montale Ferdinando Betti.
«Ero presente – spiega Betti – I nostri uffici hanno garantito la massima collaborazione nel fornire gli atti richiesti. Da parte nostra c’è tranquillità rispetto a quanto accaduto».
La vicenda legata all’area nota come “Ex Carbonizzo Tempesti” (situata ridosso di via Gramsci a Fognano) che vede contrapposte la società immobiliare Meridiana e l’amministrazione comunale montalese, è recentemente entrata all’interno del dibattito pubblico. Al centro della questione c’è la riduzione della superficie edificatoria sull’area, rispetto a quando, nel 2003, il complesso fu acquistato dalla Meridiana. La vicenda è sbarcata a metà settembre in consiglio comunale, dove il gruppo di opposizione di centrodestra ha presentato un’interpellanza sul tema. A rispondere in consiglio è stato allora il sindaco Betti, che ha letto di fronte all’assemblea una lunga relazione tecnica. Relazione alla quale a stretto giro di posta ha risposto pubblicamente con una lettera il presidente dell’immobiliare Meridiana Mario Paolacci, contestandone i contenuti.
«Mi vedo costretto a replicare – aveva scritto Paolacci in un passaggio della lettera indirizzata al sindaco Betti – evidenziando quanto la ricostruzione storica contenuta nella nota redatta dal vostro ufficio tecnico sia volutamente fuorviante e tendenziosa e quanto il quadro finale della superficie a disposizione per l’edificazione, rappresentato nella stessa nota, sia errato e appositamente confuso». –
Tommaso Artioli
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