Il Tirreno

Pistoia

i nostri soldi 

Aumentano le multe da spedire a casa e per il Comune crescono le spese

Fabio Calamati
Agenti della polizia municipale durante un controllo (foto d'archivio)
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Agenti della polizia municipale durante un controllo (foto d'archivio)

Pistoia, pagati trecentomila euro in più alla società specializzata veneta che gestisce le contravvenzioni al codice della strada

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PISTOIA. Gestire l’invio delle contravvenzioni al Codice della strada per conto del Comune può essere un ottimo affare, soprattutto se le pratiche da sbrigare si rivelano molte di più di quanto previsto inizialmente.. È quello che sta succedendo a Pistoia alla società Open Software srl di Venezia, che per conto di Palazzo di Giano si occupa dell’invio delle sanzioni amministrative, delle forme di riscossione e recupero e della rendicontazione finale, avendo vinto l’apposita gara aggiudicata nell’ottobre 2017, per un controvalore di 734.000 euro in tre anni, cioè 244.000 circa all’anno.

Il valore delle prestazioni acquisite dal Comune era stato calcolato sulla base di circa 55.000 sanzioni ogni anno che dovevano essere gestite dalla Open Software. Il problema è che gli uffici di Palazzo di Giano hanno fatto un conto provvisorio a fine agosto e si sono resi conto che già allora la conta degli accertamenti sanzionatori lavorati dall’azienda era arrivata a 51.000 unità, molte di più del previsto.

Una semplice esercitazione di aritmetica fa capire che se il ritmo degli accertamenti da spedire, incassare e rendicontare dovesse continuare allo stesso modo, alla fine dell’anno si arriverebbe a 76.500 provvedimenti, contro i 55.000 previsti. Una differenza di ben 21.000 multe in più.

E questo maggior lavoro rispetto al previsto ha ovviamente un costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale. Di qui il provvedimento, varato nei giorni scorsi dal servizio di polizia municipale, che intanto per quest’anno aumenta di 300.000 euro l’impegno di spesa previsto per l’affidamento esterno delle procedure di violazione del codice della strada, visto che la somma inizialmente stanziata non sarebbe sufficiente. La cifra è disponibile nel relativo capitolo di bilancio, quindi per il momento non si parla di “debito fuori bilancio”.

In Comune però si sono posti l’interrogativo: portare il contratto alla scadenza naturale, pagando però di più, oppure fermare il rapporto con la Open Software al raggiungimento della cifra pattuita inizialmente? Su questa seconda ipotesi era stata costruita una proposta al responsabile per la corruzione e la trasparenza di Palazzo di Giano, ma quest’ultimo ha emesso un parere non favorevole. L’interruzione anzitempo del servizio produrrebbe infatti notevoli danni economici all’amministrazione, oltre a provocare una clamorosa diversità di trattamento tra cittadini e cittadini.

E poi c’è da considerare il fatto che a giugno il Comune ha contestato una parte del lavoro svolto alla Open Software, applicandogli anche una penale di 21.000 euro. Per cui, intanto, il Comune aggiusta il tiro sulla cifra da liquidare, in attesa di decidere il da farsi e di esaminare nel dettaglio le cifre aggiornate al 31 agosto , non ancora pronte.

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