La protesta
Muore a 46 anni in azienda davanti agli occhi del fratello
Ucciso da un infarto dipendente di un’azienda vivaistica alla Ferruccia di Quarrata. Sconvolti dal dolore i colleghi
QUARRATA. Si è accasciato all’improvviso, davanti agli occhi del fratello e degli altri colleghi con cui ha condiviso molti anni di lavoro. E a nulla è servito il tempestivo intervento dei soccorsi: il cuore di Alessandro Venturi non ce l’ha fatta. Se n’è andato a soli 46 anni, per un malore improvviso, Venturi. Mentre, come ogni giorno, si trovava sul luogo di lavoro, alla Ingro Vivaio, azienda nata nel 1987 e specializzata nella vendita e distribuzione dei principali articoli e prodotti per il florovivaismo e l’agricoltura.
Erano circa le 8, 30 di ieri mattina quando Alessandro Venturi, che vive a Valenzatico con la moglie e un bambino piccolo, ha accusato un malore. Sono stati i suoi colleghi e suo fratello (che lavora anche lui per la stessa azienda) a chiamare immediatamente i soccorsi.
In via don Vincenzo Ceccarelli, alla Ferruccia, sono ben presto arrivate un’ambulanza della Misericordia di Quarrata e l’automedica del 118 di Agliana. I sanitari hanno quindi trasportato il 46enne al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia ma, nonostante i disperati tentativi per salvarlo, Venturi non ce l’ha fatta.
È un grande vuoto, quello che lascia, Venturi: non soltanto nella sua famiglia, ma anche sul luogo di lavoro. Lì nessuno ieri aveva voglia di parlare. «Chiuso per lutto» si leggeva su un cartello appeso davanti al cancello della sede della Ingro Vivaio. Le serrande sono chiuse, ovunque il silenzio.
Nello stabilimento di via Piemonte (dove si trovano i magazzini dell’azienda), invece, c’è qualcuno. Alcuni dipendenti con gli occhi lucidi, la testa tra le mani, non si danno pace. Si sono rifugiati lì, non riescono ad andare a casa. Continuano a pensare a quanto accaduto, all’amico che hanno perso. Non capiscono come possa essere accaduto. Qualcuno sussurra che era lì, che ha assistito alla scena. Raccontano che era una persona buona, Alessandro Venturi. Un gran lavoratore, instancabile. E, soprattutto, un uomo innamorato della sua famiglia: di sua moglie e, ovviamente, del suo bambino. Un marito e un padre amorevole, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari. Lavorava lì da quasi 25 anni: quell’azienda, ormai, era diventata la sua seconda famiglia. Si conoscevano tutti, si confidavano. Tra le fatiche del lavoro, condividevano molti momenti della vita. «Ci mancherà moltissimo, senza di lui non sarà più lo stesso», dicono tra i singhiozzi.
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