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GIUSTIZIA 

Giuramento in aula: Maurizio Barbarisi ha assunto la guida dei giudici pistoiesi

M.D.
Giuramento in aula: Maurizio Barbarisi ha assunto la guida dei giudici pistoiesi

Il nuovo presidente del tribunale: «Una destinazione da me voluta in una città vivace e culturalmente molto valida»

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pistoia. Con alle spalle quarant’anni di carriera tra giustizia penale e civile, di merito e di legittimità, la sua è stata una scelta non obbligata ma voluta, privilegiata tra diverse altre possibilità. E da ieri mattina, con il giuramento e la cerimonia per l’insediamento, Maurizio Barbarisi è ufficialmente il nuovo presidente del tribunale di Pistoia.

«Sono onorato di assumere questo incarico – spiega il presidente Barbarisi – Venire qui è stata una scelta assolutamente voluta. Il mio desiderio era fare un’esperienza di direttivo, misurarmi con qualcosa di completamente nuovo per me. E quello di Pistoia è un tribunale molto interessante, in una realtà vivace e culturalmente molto valida. Che mi consente inoltre di restare abbastanza vicino a Firenze per non tralasciare la famiglia».

Sposato, Maurizio Barberisi a Firenze ha infatti una moglie che lavora come insegnate in una scuola superiore e una figlia medico internista a Careggi.

Ieri mattina, la “presa di possesso” del nuovo incarico, con il giuramento nell’aula penale.

«Sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’accoglienza – prosegue – perché mi hanno fatto trovare un’aula penale gremita. In altre occasioni è stata sempre una breve formalità e credevo che anche in questo caso fosse tale. Qui non solo hanno creato un apposito collegio davanti a cui giurare ma mi hanno fatto trovare tante, tante persone: un grande onore che mi ha fatto molto piacere, segno anche di disponibilità e di apertura da parte della città».

Dalla sua designazione, il nuovo presidente ha avuto modo di conoscere che tipo di ufficio si sarebbe trovato a dirigere.

«Un tribunale molto organizzato – spiega – in cui i magistrati sono adesso a pieno organico. Il problema più rilevante penso sia quello della divisione in tre diverse sedi (piazza del Duomo, via 27 Aprile e via del Villone, dove operano i giudici di pace, ndr) e questo non è molto funzionale e comporta un dispendio di energie. Ma trovo comunque un tribunale perfettamente organizzato, grazie anche al lavoro fatto dal presidente facente funzioni Stefano Billet che ha traghetta gli uffici da Fabrizio Amato a me intervenendo sempre tempestivamente laddove era necessario. Io sono assolutamente consapevole che un ufficio di questo genere non possa essere gestito da una persona sola, questo si poteva fare venti o trenta anni fa, ma adesso è impensabile visto l’aumento delle incombenze amministrative a carico del presidente. Deve essere gestito insieme a tutti i componenti di questo ufficio, perché è solamente da scelte condivise che può nascere qualcosa di buono per l’esercizio della giurisdizione». —

M.D.

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