Il Tirreno

Pistoia

l’intervista 

Copit sotto assedio: «Ok a nuove corse ma non siamo noi a poter decidere»

Fabio Calamati
Il presidente del Copit Antonio Principato
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Il presidente del Copit Antonio Principato

Antonio Principato: disponibili a potenziare il servizio ma ce lo devono dire gli enti locali. In arriva nuovi bus 

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PISTOIA. Alle consuete proteste e lamentele degli studenti e delle loro famiglie nelle prime settimane di scuola, si uniscono le sfuriate del consigliere Giampaolo Pagliai in consiglio comunale. Presidente Antonio Principato, ma non le fischiano gli orecchi?. «Il problema sollevato da Pagliai esiste. Tra Le Piastre e Le Panche (a Pontepetri, ndr) ci sono strutture di accoglienza per circa cinquanta immigrati, che quando si muovono tutti insieme, come la domenica sera, creano problemi al servizio ordinario».

E allora perché il servizio non si adegua?

«Da parte dell’azienda c’è la massima disponibilità, ma noi non possiamo autonomamente stabilire di raddoppiare il servizio. C’è un tavolo tecnico provinciale che può decidere queste modifiche. In particolare quel servizio credo sia competenza della Provincia. Noi verificheremo la situazione, poi abbiamo la massima disponibilità a intervenire».

Certe verifiche da parte vostra sono necessarie?

Faccio l’esempio di via Fiorentina, da dove abbiamo ricevuto tante proteste nei giorni scorsi perché gli autobus troppo pieni passavano senza fermarsi a caricare chi era in attesa. Ebbene, in via Fiorentina facciamo passare, da quando è iniziata la scuola, ben undici autobus. Possibile che nessuno di questi sia disponibile per caricare gli studenti? Abbiamo mandato i nostri verificatori e il problema si è ridimensionato. In questi giorni, mi dicono, è tutto ok. Chiaro che dei problemi ci sono, ma un autobus utile per andare a scuola lo si trova.

Ogni anno le prime settimane di lezione ci sono pronblemi per adeguare il servizio di trasporto pubblico alle richieste. Quest’anno come sta andando?

Tutto sommato rispetto all’anno scorso mi sembra che la situazione sia migliorata. Noi ci siamo mossi già a luglio per organizzarci al meglio. Abbiamo sistemato le fermate in viale Adua, rifacendo le strisce. E alla stazione abbiamo chiesto e ottenuto la collaborazione della polizia ferroviaria e dei carabinieri in congedo, oltre al massimo impegno dei nostri uomini. I risultati si sono subito visti, la situazione della salita sui bus adesso è più tranquilla. Ma rimangono delle difficoltà, impossibile non vederlo.

Da cosa dipendono? Non basta prepararsi prima, come dite di aver fatto?

Sa cosa non riusciamo proprio a fare? Ad aprire un dialogo efficace con le scuole, perché ci forniscano gli orari definitivi, in modo da poter adeguare gli orari delle nostre corse alle esigenze degli studenti. Senza orari definitivi è difficile lavorare. D’altra parte anche le scuole hanno le loro ragioni, perché per comporre gli orari definitivi devono prima completare i loro organici, conferendo gli ultimi incarichi.

E poi c’è chi si lamenta per l’età molto alta dei viostri mezzi...

Su questo fronte ho una buona notizia. Dopo l’incendio a Lamporecchio che bruciò alcuni nostri autobus, ne entreranno in servizio cinque extraurbani. Al massimo entro il 20 ottobre.

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