Il Tirreno

Pistoia

Sponsorizzazioni alle società ciclistiche, le prime due condanne

Massimo Donati
Sponsorizzazioni alle società ciclistiche, le prime due condanne

Quattro gli imputati che hanno patteggiato la pena, mentre altri nove sono stati rinviati a giudizio dal gup

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PISTOIA. Due condanne, quattro patteggiamenti e nove rinvii a giudizio. Si è conclusa ieri pomeriggio, martedì 1 ottobre, in tribunale a Pistoia l’udienza preliminare nei confronti delle 21 persone finite nel 2013 nella rete della Guardia di finanza al termine dell’operazione “Sprint finale” su un giro sponsorizzazioni gonfiate alle società ciclistiche dilettantistiche.

E per le quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio: per 9 anche con l’imputazione di associazione per delinquere, mentre gli altri reati contestati vanno dalle false fatturazioni, al favoreggiamento, alla falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale). Secondo le accuse, l’associazione a delinquere, attraverso 9 associazioni ciclistiche dilettantistiche della Valdinievole, avrebbe stipulato falsi contratti di sponsorizzazione con un giro di fatture false di oltre 5.500.000 euro. Una cinquantina le aziende, soprattutto del nord, che nell’arco dei quattro anni presi in esame avrebbero partecipato alla frode.

Le condanne.

Al termine del processo con il rito abbreviato, ad 8 mesi di reclusione il gup Luca Gaspari ha condannato Alfiero Parlanti, 79 anni, di Monsummano, e Paolo Chiesa, 62, imprenditore di Parma. Per quest’ultimo la pm Linda Gambassi aveva chiesto 2 anni e 4 mesi ma il giudice lo ha riconosciuto colpevole soltanto di alcuni dei reati contestati (alcune accuse sono state dichiarate prescritte, per altre è stato assolto per non aver commesso il fatto: soprattutto ha dichiarato il non doversi procedere per il reato di associazione a delinquere. Per Chiesa il gup ha sentenziato anche la confisca dei beni per un importo pari all’imposta che avrebbe evaso.

I patteggiamenti.

Quattro gli imputati che hanno ottenuto di patteggiare la pena (tutti con la sospensione condizionale): un anno e 8 mesi per l’imprenditore delle calzature Sergio Natalini, 69 anni, di Monsummano; 8 mesi per Gianni Saltini, 77 anni, imprenditore residente a Langhirano (Parma); un anno e 2 mesi per Gabriele Pagli, 63 anni, di Pieve a Nievole; 8 mesi per Franco Lotti, 63 anni, di Montecatini.

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I proscioglimenti.

Già lo scorso marzo il gup aveva sentenziato il non luogo a procedere per Paola Noferini, 54 anni, di Pescia, Antonio Mazzei, 67 anni, di Larciano, e Andrea Maestrelli, 35 anni, piccolo imprenditore residente a Capraia e Limite (già giudicato dal tribunale di Firenze). Sentenza di non luogo a procedere per la prescrizione dei reati loro contestati, invece, per Matteo Provini, 46 anni, residente a Castell’Arquato, e Luca Trancossi, 46 anni, residente a Fidenza. Per Diego Turato, 60 anni, di Piove di Sacco, il gup ha deciso lo stralcio e la trasmissione degli atti alla procura di Venezia per competenza territoriale: il reato contestato sarebbe stato commesso in quel distretto. —
 

L'INDAGINE - Stesso contratto ma due fatture di diverso importo

L’indagine “Sprint finale” era scattata dopo una segnalazione alla procura da parte dell’Agenzia delle Entrate che, attraverso un controllo sulla banca dati delle fatturazioni, aveva notato la discrepanza di importo tra due fatture inerenti lo stesso contratto di sponsorizzazione. Il processo per i nove imputati rinviati a giudizio prenderà il via il 16 gennaio. Si tratta di Lorenzo Ciattini, Sergio Mangiantini, Luigi Magurno, Giampiero Mariani, Emilio Tancredi, Elia Aggiano, Edmondo Tancredi e Antonio Zingaropoli. —

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