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Pistoia

economia e urbanistica 

Tomasi: pronte aree pubbliche se Hitachi Rail vuole crescere

Fabio Calamati
Il mercato ortofrutticolo
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Il mercato ortofrutticolo

Per il Mercato Ortofrutticolo un futuro da decidere adesso, con il piano strutturale L’intervento del sindaco alla “Giornata dell’Economia” in Camera di commercio 

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PISTOIA. «Hitachi Rail ci dica come vuole espandersi. Vicino allo stabilimento di via Ciliegiole ci sono aree pubbliche, che potrebbero risultare interessanti. Stiamo cominciando ad elaborare il nuovo piano strutturale del Comune ed in quella sede avanzeremo ufficialmente la richiesta a Hitachi. E sia chiaro, per me il lavoro viene prima di quelli che possono essere i sogni del sindaco».. Così il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, nel corso del suo intervento alla “Giornata dell’economia - Situazione e prospettive del territorio pistoiese”, ieri mattina in Camera di commercio. Un incontro convocato soprattutto per fare il punto (vedi sotto) sulla costruzione del Piano strategico di sviluppo della provincia. E visto che una delle direttrici di sviluppo per Pistoia è stata da tempo individuata nell’industria ferrotramviaria, logico che si parlasse anche di Hitachi Rail, la multinazionale giapponese che ha rilevato gli stabilimenti italiani di AnsaldoBreda, il più grande dei quali è quello di via Ciliegiole.

Ma a cosa si riferiva il sindaco Tomasi? Hitachi ha chiesto nuovi terreni per espandersi? A questa seconda domanda la risposta – bene chiarirlo – è no. Al momento il colosso ferroviario non ha compiuto passi ufficiali che facciano pensare ad un allargamento dello stabilimento di via Ciliegiole. Ma che quest’ultimo sia ormai sfruttato al massimo degli spazi a disposizione, è una constatazione che si può fare ad occhio nudo: le linee della fabbrica sono occupate e lavorano a pieno ritmo. Di questi tempi il prodotto di punta è il nuovo treno “Rock” a due piani per Trenitalia e Pistoia è impegnata a sfornarne quattro al mese.

Visti anche gli investimenti effettuati da Hitachi in questi mesi, è del tutto verosimile che la direzione del gigante ferroviario stia valutando ipotesi di ampliamento dello stabilimento.

Ecco allora il senso dell’affermazione del sindaco. Perché giusto dall’altra parte di via Ciliegiole ci sono ampi spazi di proprietà del Comune che potrebbero essere utilizzati, al bisogno. Sono gli spazi del mercato ortofrutticolo, che potrebbero rapidamente essere smantellati e adattati alle necessità dell’azienda ferroviaria. Nella zona ci sono anche le officine del Copit, proprio di fronte allo stabilimento ferroviario, che potrebbero essere spostate senza grossi problemi. Un’ eventuale traslazione verso est di queste ultime, tra l’altro, le avvicinerebbe al terminal intermodale che sta per essere realizzato a sud della stazione ferroviaria. Comunque sia, la sorte della ampia fascia di terreno e fabbricati ad est dello stabilimento AnsaldoBreda sarà una delle scelte più importanti che l’amministrazione comunale dovrà inserire nel nuovo piano strutturale per il quale proprio ieri si è tenuta una giornata di studio. Ma se davvero Hitachi fosse interessata, bisognerebbe che si facesse avanti adesso.

Tornando invece alla “Giornata dell’economia”, naturalemente era invitata la stessa Hitachi, che ha partecipato con l’intervento del dirigente Gennaro Bove. Parlando in sostituzione dell’ ad Maurizio Manfellotto (e prima del sindaco Tomasi), Bove ha descritto per sommi capi il momento estremamente positivo dell’azienda, che sta per completare (a ottobre) la consegna dei 50 treni commissionati dalle ferrovie inglesi ed è impegnatissima nella consegna dei treni regionali “Rock”.

Ma non si dorme sugli allori: e mentre i progettisti sono al lavoro sui due nuovi modelli di punta dell’azienda, vale a dire un treno regionale monopiano ed un nuovo tram, entrambi caratterizzati da una propulsione ibrida (anche a batteria), in fabbrica – segnatamente in via Ciliegiole – si sono fatti investimenti importanti su nuovi robot per saldare completamente automatici.Ma questo sforzo innovativo – chiaramente – coinvolge anche le aziende dell’indotto, che – ha ribadito Bove – «devono crescere soprattutto a livello culturale. Questa azienda ha sempre lavorato a livello internazionale, anche quando si chiamava Breda. Ma oggi siamo passati da quella dimensione, provinciale, ad una dimensione globale».

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