Il Tirreno

Pistoia

le tappe 

Quattro anni di raccolta differenziata per gli utenti del centro storico ma i bidoncini restano un problema

F.C.

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PISTOIA. La data “storica” è quella del 18 maggio 2015: da quel giorno, infatti, partì la raccolta differenziata spinta nel centro storico per le utenze non domestiche: scuole, uffici, soprattutto esercizi pubblici come bar e ristoranti. 537 utenze complessive, di cui 419 esercizi pubblici, 394 dei quali aderirono all’operazione. Un sostanzioso sconto sulla bolletta rifiuti in cambio dell’impegno a utilizzare i bidoncini esponendoli secondo il calendario di raccolta e, negli altri giorni, a tenerli tra le mura del proprio esercizio. L’amministrazione Bertinelli ci puntava per far crescere il livello – già allora insoddisfacente – della raccolta differenziata a livello comunale.

E su quel fronte i risultati arrivarono eccome: solo l’anno dopo Palazzo di Giano annunciava che nel centro storico si era arrivati a percentuali dell’86 per cento, quindi senza dubbio molto alte. Il problema era che la stragande maggioranza delle utenze non riusciva teneva i bidoncini all’interno, per problemi di spazio e per altro. Così le strade secondarie e i vicoli si riempirono degli antiestetici (e spesso maleodoranti) contenitori. Un pessimo biglietto da visita per una città che si apprestava ad essere capitale italiana della cultura.

Nel 2016 il Comune cercò di spingere almeno una metà degli interessati a riprendersi i bidoncini all’interno: dopo tutto per chi aderisce a questa forma di raccolta c’è uno sconto considerevole della Tar, calcolato in circa mezzo milione di euro all’anno. Certo non spiccioli.

Ma i tentativi non ottennero risultati concreti. Spuntò invece una nuova proposta, avanzata direttamente dalle associazioni: trovare un deposito unico dove tutti i commercianti potevano tenere i loro bidoncini lontano da occhi indiscreti. Comune e associazioni di categoria iniziarono a lavorarci, ma si era già arrivati al 2017 e, a giugno, le elezioni amministrative decretarono il ribaltone politico a Palazzo di Giano, con l’arrivo di un sindaco di destra, Alessandro Tomasi.

La nuova amministrazione annunciò subito l’intenzione di cambiare strada e poco più tardi fu scelto il modello dei cassonetti interrati. Alia si mise al lavoro e nel novembre 2018 il nuovo modello era già nero su bianco: 24 postazioni interrate a coprire il centro storico, per una spesa stimata di 1,7 milioni di euro. A giugno 2019 la giunta comunale ha dato il via libera alla riorganizzazione del servizio. Il primo stadio dovrebbe concludersi entro l’anno. —

F.C.

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