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A scuola in autobus, calvario quotidiano Mezzi troppo pieni e corse cancellate
Come ogni anno, al ritorno in classe tornano i problemi con il servizio di trasporto pubblico. La mappa delle linee a rischio
PISTOIA. Le scuole hanno riaperto solo da pochi giorni ma le lamentele e le proteste per il servizio degli autobus Copit è già tornato al livello di guardia. Anno dopo anno, il problema è più o meno lo stesso di sempre: inadeguato il numero di mezzi messo in campo dall’azienda di trasporti per racogliere gli studenti dai luoghi dove abitano e trasportarli a scuola la mattina. E per compiere, una volta suonata l’ultima campanella, il percorso opposto.
Le conseguenze sono generalmente due: chi aspetta alle fermate si vede a volte rifiutare la fermata e la salita perché il bus è già pieno, con il risultato di accumulare ritardiche si aggirano sui 10-20 minuti; e chi ce la fa a salire a bordo, viaggia spesso in stile sardina. Tutto questo, avendo pagato abbonamenti che, nonostante gli sconti per studenti, pesano sui bilanci familiari, specie se gli sudenti in casa sono più di uno.
Da tempo è nota la causa di questi problemi: le entrate e le uscite degli studenti si concentrano in certe ore e in certi giorni; il Copit deve adeguare il proprio servizio agli orari; questi ultimi non possono essere sistemati in modo definitivo finché le scuole non completano i propri organici. E così se ne va almeno un mese di tempo, tra disagi e proteste.
In generale a soffrire di più sono le linee extraurbane. In testa alla hit parade ci sono la 52 e la 53 che collegano la città con la Valdinievole (passando rispettivamente per Casalguidi e per Masotti): frequenti i viaggi pigiati come sardine e spesso le fermate saltate. Problemi anche sulla 59 (da e per Momigno) dove sono frequenti – dicono le lamentele degli utenti – i guasti, soprattutto a causa dell’età avanzata dei mezzi. Problemi anche per le linee che collegano Quarrata con Pistoia, con autobus stracolmi e che spesso non si fermano.
Ma pianti e lamenti arrivano anche dal servizio urbano. Al top dei disagi c’è la linea 15, che transita dal viale Adua dove sono molte (liceo scientifico, istituto Fedi-Fermi) le scuole presenti per arrivare poi in centro. Un tragitto di pochi chilometri, che a volte gli studenti di viale Adua finiscono con il farsi a piedi perché i bus sono troppo pieni per fermarsi.
Anche la linea 14, dalla stazione Fs a Casalguidi via Bonelle, è spesso citata nelle proteste per i disservizi.
E poi ci sono i guasti e i disagi provocati dalla qualità dei mezzi in funzione. Luendì 23 un lettore ha segnalato che su una corsa della linea 52 c’erano gravi infiltrazioni, che impedivano addirittura di mettersi a sedere in alcuni seggiolini.
Di fronte a questo quadro, il Copit cerca di adeguare il più possibile il servizio offerto, ma spesso non basta. Dalla riapertura delle scuole, ad esempio, sono state attivate quattro corse aggiuntive verso Quarrata, Agliana Casalguidi e Monsummano, cioè le località – come spiegato all’inizio – in maggiore sofferenza. Potenziato anche il servizio di controllo alle affollatissime fermate di piazza San Francesco e dell Stazione. Ma, almeno per ora, tutto questo non basta a frenare le proteste. –
Fabio Calamati
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