Il Tirreno

Pistoia

in consiglio comunale 

Allarme per i lavori in via Erbosa alla ciminiera dell’ex Banci

Allarme per i lavori in via Erbosa alla ciminiera dell’ex Banci

Eliminata nei giorni scorsi, probabilmente per ragioni di sicurezza, una parte del coronamento sommitale della costruzione, alta 54 metri

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PISTOIA. Allarme per la grande ciminiera, alta 54 metri, che domina i ruderi dell’ex distilleria Banci, in via Erbosa. Giovedì scorso diversi cittadini hanno notato un gruppo di operai che interveniva sul manufatto. E, a lavoro compiuto, la ciminiera stessa appare priva della parte superiore del cosiddetto coronamento.

L’intervento ha creato un certo scalpore sui social e della questione si è finiti con il parlare anche ieri pomeriggio in consiglio comunale, dove la questione è stata sollevata da una comunicazione del consigliere Mario Tuci del gruppo Pd, preoccupato per la presenza o meno di autorizzazioni all’intervento rilasciate da parte del Comune.

La replica è arrivata dall’assessore all’urbanistica Alessandro Capecchi, che ha spiegato come il Comune abbia più volte – anche di recente – sollecitato i curatori che si occupano della Edilcom, l’azienda proprietaria della maggior parte dell’area, ad intervenire per garantire la sicurezza della ciminiera. La cui altezza ne fa un relitto archeoindustriale senza dubbio di valore e con pochi simili nel territorio pistoiese, ma anche una fonte di pericolo per chi abita nella zona o si trova semplicemente a passarvi.

Capecchi ha spiegato che il fallimento della Edilcom ha provocato il blocco dell’intervento di recupero edilizio dell’ex fabbrica, che si presentava all’inizio molto ambizioso. I problemi per il Comune sono nati anche dalla mancanza di adeguate fidejussioni a garanzia delle opere pubbliche che avrebbero dovuto essere realizzate dai privati interessati al recupero dell’ex fabbrica.

Capecchi ha ammesso però di non essere in grado – su due piedi – di sapere se l’intervento sulla ciminiera fosse davvero, come appare verosimile, quello sollecitato dall’amministrazione e se chi ha operato si fosse munito di autorizzazioni specifiche. «Verificheremo e in poco tempo saremo in grado di appurare questi aspetti – ha concluso l’assessore – d’altronde anche per le interrogazioni e le interpellanze viene concesso un certo lasso di tempo». —

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