Il Tirreno

Pistoia

Mezzo milione per la produttività da distribuire a 700 dipendenti

Valentina Vettori
Il segretario generale Cgil Riccardo Cappellini
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Il segretario generale Cgil Riccardo Cappellini

Pistoia, ma il pagamento ritarda. Il Comune: «Problemi tecnici» La Cgil: abbiamo concertato le regole, ora vanno rispettate 

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PISTOIA. Poco più di cinquecentomila euro. È la cifra prevista per il premio di produttività 2018 da dividere per gli oltre settecento dipendenti del Comune di Pistoia. Un premio che si attesta in una cifra variabile tra i 700 gli 800 euro a persona, calcolata con il rapporto tra le singole performance del dipendente e la valutazione complessiva di quanto svolto dal Servizio del Comune (per esempio l'ufficio Ambiente o quello dello Sviluppo economico). Il premio avrebbe dovuto essere erogato entro la fine di luglio, ma i dipendenti ancora non lo hanno ricevuto.

 «La questione è puramente tecnica e non politica». Lo sottolinea l'assessore con delega al personale del Comune di Pistoia Alessandro Capecchi, contattato dal Tirreno dopo le accuse mosse all'ente dalle organizzazioni sindacali e le Rsu per il mancato pagamento della produttività ai dipendenti, cui si aggiungono i ritardi nel riconoscimento della "indennità di disagio” per le maestre delle scuole comunali e per il personale della Polizia municipale. Un ritardo che, come spiega Capecchi, non è attribuibile alla volontà della giunta, ma a problemi tecnici.

Da una parte, per quanto riguarda il calcolo delle indennità di disagio per Polizia municipale e insegnanti delle scuole comunali, le difficoltà sono legate alla corretta individuazione del personale che effettivamente ne ha diritto. Mentre per il premio di produzione, la valutazione del raggiungimento degli obiettivi nei vari Servizi del Comune è di competenza del Nucleo di Valutazione (un organo esterno all'ente), chiamato ad attribuire i punteggi al personale. Punteggi per i quali il calcolo è ancora al vaglio di verifiche e approfondimenti. Da qui i ritardi.

«Comprendiamo il risentimento delle lavoratrici e dei lavoratori cui spettano premi e indennità, ma i nodi da sciogliere non dipendono dalla nostra volontà», parola di assessore. Ma soprattutto, «le accuse rivolte dalle organizzazioni sindacali al Comune raccontano solo una parte del lavoro svolto fino a ora. E questo dispiace soprattutto perché – prosegue Capecchi - in questi due anni, di concerto con i sindacati, abbiamo lavorato per chiudere partite importanti aperte da tempo. Quando siamo arrivati doveva ancora essere trovato l'accordo sul rinnovo del contratto nazionale 2016-2017, e lo abbiamo fatto. Poi abbiamo trovato l'accordo per il contratto nazionale 2018. Abbiamo condiviso un percorso per il piano del fabbisogno del personale dell'ente, per poi procedere alle assunzioni necessarie. Infine abbiamo messo mano, dopo anni di immobilismo, alle progressioni orizzontali e a quelle verticali, perché siamo convinti che il personale del Comune di Pistoia che dimostra le proprie capacità al servizio dell'ente abbia il diritto di crescere dal punto di vista professionale».

L'ultimo incontro tra le parti risale al 21 agosto. Ma a distanza di un mese non ci sono ancora novità. «A preoccuparci di più – ribatte però all'assessore Riccardo Cappellini, segretario generale Cgil Funzione pubblica di Pistoia – è il fatto che i ritardi nei pagamenti per il Comune di Pistoia non sono una novità. Già lo scorso anno la produttività fu pagata con sei mesi di ritardo rispetto a quanto deciso. E quest'anno si prospetta nuovamente la stessa situazione. Non si capisce come mai, dopo un lungo lavoro di concertazione tra le parti e la sigla degli accordi, con la cifra dei 500.000 euro già prevista in bilancio, le regole individuate insieme non debbano essere rispettate».

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