Italia
Una giungla urbana fermerà la congestione delle città
PISTOIA. Contro i mutamenti climatici serve un cambio di passo, specie nel modo di concepire il verde urbano. Se ne è parlato venerdì scorso in un incontro promosso dall’Associazione vivaisti italiani che nella prima parte ha visto intervenire due docenti universitari, Simone Orlandini (Accademia dei Georgofili) e Francesco Ferrini (Università di Firenze), il paesaggista Fabio Masotta e l’assessore di Prato all’urbanistica, Valerio Barberis, che ha seguito il progetto di Giungla urbana curato per la città da Stefano Mancuso e dall’architetto Stefano Boeri.
«L’iniziativa si ripete all’inizio di ogni stagione vivaistica, che è una fase di tranquillità e programmazione. Il tema di quest’anno è attuale: ovunque uno degli strumenti più utili a mitigare il cambiamento climatico è l’arredo a verde, che in generale può portare grandi benefici alla nostra collettività», spiega Luca Magazzini, presidente dell’Avi. La 14ª edizione dell’evento giunge dopo un’annata «conclusasi in modo positivo – precisa Magazzini – nonostante qualche incertezza di carattere politico e fitosanitario a livello internazionale». Molte le autorità presenti nella sala dell’Antico Convento Park Hotel, dal sindaco Alessandro Tomasi al prefetto Emilia Zarrilli, dal presidente della Fondazione Caript Luca Iozzelli ai senatori Manuel Vescovi e Caterina Bini, fino all’assessore regionale Federica Fratoni e ai consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi. «Quello del cambiamento climatico è un problema grande e sembra che abbia scosso finalmente l’opinione pubblica», ha affermato Orlandini, che è agrometeorologo e ordinario all’università di Firenze. Nel suo intervento ha illustrato le variazioni climatiche, ricordando le anomalie degli ultimi anni – quali le ondate di calore estive e le piogge intense – e sottolineando le principali sfide ambientali: su tutte, la necessità di una strategia d’azione che preveda anche la manutenzione del territorio. Per Ferrini, tra i massimi esperti di arboricoltura e coltivazioni arboree, lo sviluppo delle città impone la necessità di mitigarne gli effetti adottando una concezione più contemporanea. «Introdurre il verde urbano non è solo piantare alberi – ha detto – bisogna pensare a città verdi e per farlo servono professionalità diverse».
Di forestazione urbana ha anche parlato l’architetto del paesaggio Fabio Masotta, a proposito della quale è «fondamentale parlare di intervento paesaggistico, inteso come vero e proprio metodo e linguaggio di azione». Pensato nel segno della sostenibilità e della sperimentazione, il progetto Giungla urbana – che prevede aree ad altissima densità di verde capaci di contrastare la congestione abitativa e produttiva – è valso alla città di Prato il riconoscimento nell’ambito del programma europeo Azioni Innovative Urbane. «È importante cambiare paradigma: il vero tema politico e culturale è pensare al verde come a una forma di prevenzione sanitaria», ha spiegato Barberis. –
G. G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google